Allegri al Napoli è come gli Ufo per la Cia, un file desecretato a scoppio ritardato

La Gazzetta lo spinge a Napoli. E ora nessuno fa più mistero che lo scorso anno era il designato a sostituire Conte. L'anno prossimo ci diranno che Guardiola aveva preso a casa a Posillipo

Allegri al Napoli è come gli Ufo per la Cia, un file desecretato a scoppio ritardato

Donald Trump ha desecretato troppo tardi. Se andate sul sito del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti c’è una sezione “ufo” apposita: potete scartabellare tra i primi 160 documenti sui cosiddetti “fenomeni anomali non identificati” (Uap) che il governo americano ha pubblicato così, per divertirci un po’, all’improvviso. Usate come chiave di ricerca “Allegri Massimiliano”. Lo rintracciate tra l’Incidente di Roswell e l’avvistamento “Tic Tac” al largo della California del 2004. Perché “Allegri al Napoli” è un segreto da Area 51: un avvistamento a scoppio ritardato, con cui ci tocca fare i conti quest’anno per scontare quello passato.

La Gazzetta spinge per Allegri al Napoli

La Gazzetta dello Sport lo sbatte in apertura della home: scrive che Allegri, pur centrando la Champions con il Milan, ha ottime chance di andare al Napoli “lasciato” da Conte. E’ una ipotesi che il giornale di Milano condisce con una certa enfasi, persino un po’ sospetta: Allegri, scrivono, è “forse il numero uno della lista. Problemi di ingaggio non ce ne sono perché Conte adesso guadagna più di Max al Milan. Per quel che riguarda la rosa, quella del Napoli non è certo inferiore a quella del Milan (anzi…). Allegri poi a Napoli troverebbe Hojlund, l’attaccante che aveva chiesto al Milan e che la scorsa estate non era arrivato per un errore commesso in via Aldo Rossi: i dirigenti rossoneri pensavano che lo United lo avrebbe dato in prestito senza l’obbligo di riscatto. Il tempo perso negoziando ha permesso l’inserimento del Napoli, ma per Allegri adesso questo potrebbe anche essere… un regalo dopo che per tutto il 2025-26 è stato un bel problema. Di certo De Laurentiis si è abituato ad avere grandi tecnici: da Benitez ad Ancelotti, da Spalletti a Conte, da Sarri a Gattuso. Allegri andrebbe in questa scia e sarebbe un perfetto gestore per una squadra che quest’anno è stata depotenziata dagli infortuni e da un feeling non più a prova di bomba con allenatore”. 

(C’è anche un inside joke, se aguzzate la vista: “Benitez, Ancelotti, Spalletti, Conte, Sarri, Gattuso” nella stessa frase come “grandi tecnici”. Scovate l’intruso).

Sarri

Il mercato della fantasia

Uno dei limiti impliciti dell’essere allenati da Conte è lo sfinente contrabbando di certezze ed eventualità che alla fine di ogni stagione ne rendono immarcabile il destino – il suo e di sponda quello del club che lo assume. È la sua storia, parte (negativa) della stessa suite che lo premia come fuoriclasse della panchina: i risultati, il tremendismo, la juventinità di nascita. È un all inclusive. E il mercato, poi, è un regno della fantasia che ha poche regole ma sempre la stessa linea narrativa: illusioni, ammiccamenti, voci, suggestioni, poi d’un tratto una firma a spegnere tutto.

La novità di questa sequela di giorni della Marmotta, ora, è che il nome di Allegri arriva a noi come da una dimensione temporale leggermente sfalsata. È il nome dell’estate scorsa a nostra insaputa. Era un non-detto, una quinta del dramma che vivemmo mentre sfilava il bus scoperto a via Caracciolo. Ce lo avrebbero svelato solo poi, a ribaltone ribaltato. E ce lo ripropongono adesso, come si fa nei ristoranti con gli avanzi: ne fai tutte polpette e ripieni. Allegri al Napoli è un non-segreto. Troppo evidente, adesso, per essere vero. A maggio del 2027 ci diranno che Guardiola aveva già preso casa a Posillipo, funziona così.