Inzaghi indiavolato dopo il pareggio che può costargli il campionato
L'allenatore dopo l'1-1 tra Al Nassr e Al Hilal che ha quasi consegnato il titolo del campionato saudita alla squadra di Cristiano Ronaldo: "Calendario favorevole all'Al Nassr, arbitro che ha fischiato la fine a otto minuti esatti di recupero"

Le accuse di Inzaghi all’Al Nassr arrivano puntuali alla fine di una partita-spareggio per il titolo saudita che si è chiusa sull’1-1, e che ha praticamente consegnato il campionato nelle mani di Cristiano Ronaldo. All’Al Nassr basterà ora battere il Dhamk all’ultima giornata per laurearsi campione, e per il tecnico ex Inter — pagato 20 milioni netti a stagione per provare a riportare l’Al Hilal sul tetto del Saudi Pro League — è una sconfitta annunciata con largo anticipo.
La détresse de Cristiano Ronaldo 🇵🇹 qui va devoir attendre avant de gagner le championnat saoudien.. 😢
Al Nassr est à 1 victoire de le faire ! ⏳ pic.twitter.com/5tmvJjUV06
— Actu Foot (@ActuFoot_) May 12, 2026
Inzaghi non l’ha presa bene. In conferenza stampa ha lamentato tre cose: il gol annullato a Benzema per fuorigioco al ventesimo minuto del primo tempo, gli otto minuti di recupero giudicati troppo pochi, e soprattutto il calendario che, secondo lui, avrebbe sistematicamente favorito la squadra di Ronaldo nelle ultime cinque giornate.
Il gol annullato e gli otto minuti di recupero
Il primo capo d’accusa è arbitrale. Il vantaggio dell’Al Hilal era arrivato poco dopo il quarto d’ora di gioco con una rete di testa di Benzema, ma il Var ha annullato per fuorigioco.
“Per quanto riguarda il gol, lo rivedremo perché bisogna capire il tocco di Brozovic. A noi rivedendolo in panchina sembrava buono, infatti ho detto alla squadra che per me era buono, poi insomma lo rivedremo, ma per quanto riguarda il secondo tempo si è giocato troppo poco, abbiamo fatto gol, 8 minuti di recupero, c’era stato un loro giocatore per terra, poi il gol, quindi bisognava recuperare, l’arbitro ha fischiato la fine a 8 minuti esatti di recupero, che erano pochi”.
La ricostruzione ufficiale dice che il pallone, prima del cross decisivo, era stato toccato da un calciatore dell’Al Hilal — non passato indietro da un giocatore dell’Al Nassr come la difesa di Inzaghi cercava di sostenere. Il fuorigioco quindi reggeva.
Il secondo capo d’accusa riguarda i tempi di recupero. L’Al Hilal ha trovato il pareggio al 98° minuto — un gol assurdo, frutto di un errore del portiere avversario — ma l’arbitro ha fischiato la fine subito dopo, dopo otto minuti esatti di recupero. Inzaghi ha contestato la decisione:
“Dispiace, perché volevamo che questa partita continuasse perché 8 minuti di recupero per quello che si è giocato il secondo tempo sono pochi, ma poi negli extra time gli 8 minuti dovevano essere prolungati, c’è stato il gol, c’è stato un loro giocatore per terra e all’ottavo minuto è stata fischiata alla fine della partita”.
Ne avrebbe voluti di più, ricordando il giocatore avversario rimasto a terra e il gol stesso da convalidare. Punto, secondo Inzaghi, su cui si sarebbe potuto dilatare il recupero.
The moment Al-Hilal goal was disallowed.#RiyadhDerby #AlNassr_AlHilal | #SaudiProLeaguepic.twitter.com/MStbP2AIsT
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L’accusa sul calendario: “Spesso ci capita”
Ma la stoccata vera arriva sul calendario. Inzaghi è netto:
“Secondo me abbiamo fatto un’ottima mezz’ora, poi abbiamo risentito del gol preso, chiaramente avevamo una finale sulle spalle, un giorno in meno dell’Al Nassr, come spesso ci capita. Nelle ultime cinque partite solo con l’Al Khaleej abbiamo giocato con gli stessi giorni di riposo, l’Al Nassr chiaramente era più riposato di noi, aveva riposato un giorno prima, noi avevamo fatto una finale, però questi ragazzi non mollano mai, ci credono fino alla fine”.
Nelle ultime cinque giornate, solo contro l’Al Khaleej l’Al Hilal ha giocato con gli stessi giorni di riposo dell’avversario. In tutti gli altri casi — Al Nassr compreso — la squadra di Inzaghi aveva un giorno di riposo in meno, perché reduce da impegni di coppa o di altre competizioni. “Spesso ci capita”, ha aggiunto il tecnico, lasciando intendere che non si tratta di sfortuna ma di una scelta strutturale della lega.
“È stata una partita difficilissima, perché dopo una mezz’ora del primo tempo giocare in questo modo, non essere sopra nel risultato, è stata una mazzata grande. L’abbiamo risentito al gol che abbiamo preso, ma la squadra non si è disunita, Nel secondo tempo, nonostante non si sia più giocato, nonostante l’arbitro, ci abbiamo creduto fino alla fine. Adesso sappiamo che il destino del campionato non è nelle mani nostre, ma ci crederemo e tireremo fuori tutto quello che abbiamo in queste ultime due partite della nostra stagione”.
Il sottotesto, neanche troppo nascosto, è quello dell’accusa di favoritismi all’Al Nassr di Ronaldo. Un’accusa che però, nel caos del Saudi Pro League, è una di tante. Solo qualche giorno fa Ronaldo aveva infierito sull’Al Hilal per un gol imbarazzante e per la “credibilità” complessiva del campionato saudita, con i tifosi delle due squadre che si accusano reciprocamente di combine e di favori arbitrali. Un campionato dove tutti accusano tutti, e dove nessuno sembra credibile.
Il contesto: Inzaghi pagato 20 milioni a stagione per vincere
Va ricordato che Inzaghi a inizio stagione ha firmato per circa 20 milioni di euro netti annui, diventando di fatto l’allenatore più ricco del mondo. Era stato preso proprio per riportare il titolo all’Al Hilal e per far valere la maggiore qualità apparente della rosa rispetto all’Al Nassr.
E sull’eredità del suo predecessore, il commissario tecnico dell’Arabia Saudita Hervé Renard aveva già messo in chiaro a luglio scorso che il successo dell’Al Hilal non è tutto merito di Inzaghi: Jorge Jesus, l’allenatore portoghese che lo ha preceduto, aveva già gettato basi solidissime. La rete di sicurezza era già in piedi quando Inzaghi è arrivato.
Il bilancio: 30 partite senza sconfitte, ma il titolo va via
La stagione di Inzaghi non è stata negativa nei numeri assoluti. L’Al Hilal ha messo insieme 30 partite di campionato senza sconfitte. Ha vinto la King’s Cup. Ha eliminato il City di Guardiola al Mondiale per club in una notte storica per il calcio saudita.
Ma il vero obiettivo dichiarato a inizio stagione — il titolo nazionale — sta scivolando via, salvo passi falsi clamorosi dell’Al Nassr nell’ultima giornata. E che otto minuti di recupero, alla fine di un campionato che vale venti milioni netti a stagione, possono sembrare davvero pochi.