Il Napoli biondo e l’addio di Conte magnifico insopportabile
Il malloppo Champions va a chi gioca meglio. E a chi ha comprato Malen a gennaio. Chi ha preso Füllkrug e gioca male, è giusto che sia punito

Ni Napoli 24/05/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Udinese / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund
FALLI DA DIETRO (rubrica nata nel 2008. Le rubriche omonime nate successivamente sono imitazioni)
COMMENTO ALLA 38° GIORNATA DEL CAMPIONATO 2025-26
Finisce qui.
Con una partita che è la sintesi di una annata.
Una vittoria striminzita e due infortuni muscolari.
Una vittoria che regala un onorevolissimo secondo posto.
Confezionata da due simboli della squadra.
Erasmo e il Re.
Il Napoli biondo.
Club al quale appartengono anche Scott e Gutierrez.
E anche l’Albatros del Friuli.

Conte, un condottiero è indifferente alle fronde avverse
Il Feroce Salentino consegna il secondo posto e lascia.
Perché non ha sentito la compattezza della tifoseria.
Perché si è sentito ingiustamente attaccato da certa stampa locale.
Dichiarazione che forse poteva risparmiarsi, dopo due anni straordinari.
Un condottiero è indifferente alle fronde avverse.
E non perde il tempo sui social a contare i like positivi e quelli negativi.
Ingeneroso poi contro una tifoseria che lo ha fatto Santo e probabilmente in due anni non gli ha fatto pagare un solo caffè al bar.
La verità è nota.
Lui è un vincente.
Ma è un maniaco ossessivo.
Un tormentoso, opprimente e assillante.
È così insopportabile che dopo due anni nessuno lo regge più.
Sarà duro trovarne uno come lui
E inoltre ha una fragilità.
Lui nel guidare una squadra mette una quantità tale di energia, di carica emotiva che dura massimo due anni.
Poi si esaurisce.
Finito il carburante.
E per rifare il pieno, per ricaricare le batterie, ha bisogno di nuovi stimoli.
E allora, buon viaggio mister. È stato bello vincere con te.

Ora sarà dura.
Perché trovarne uno così, è difficile.
A volte mi addormento e qualche volta sogno perché so sognare. E allora sogno Klopp.
Folle finale di campionato.
Il malloppo Champions va a chi gioca meglio.
Ed è giusto così.
Il malloppo Champions va a chi gioca meglio.
È giusto che chi ha preso Malen a gennaio sia premiato.
E chi invece a gennaio ha preso Füllkrug sia punito.
Certo rimane la sorpresa di vedere il Diavolo prenderle a San Siro da un Cagliari ormai pago.
Sorprende come Acciughina si sia involuto a questo punto.
Ma come gioca male il Diavolo, proprio nessuno.
Calato Modric, buio pesto.
Premiato chi gioca meglio.
E Cesc, giocando alla grande, domina gli Stradivari che pure erano alla partita della salvezza.
Prima Champions per i lariani che entrano nella storia.
Anche la Vecchia gioca male.
E anche lei è fuori dal calcio che conta.
A cinque giornate dalla fine gli ergastolani avevano cinque punti di vantaggio su Como e Roma.

Nel Derby si fanno rimontare due gol dal Toro.
Derby che non si è giocato in contemporanea per via degli scontri fra i teppisti tifosi.
Pare ci sarà una settimana di polemiche e ricorsi al Tar.
Il giusto finale di stagione dell’orrore di un campionato dell’orrore.
Da rifondare tutto.
Il Lecce si salva ed è un sollievo.
Uno sbuffo leggero di tiepido vento del sud ad alleviare la bruma noiosa di questo cupo campionato dell’Italia Settentrionale.