Com’è possibile che nessun top vuole venire ad allenare il Napoli?
Si fatica a trovare una spiegazione razionale alla versione dei media. Tanti i no: da Conte ad Allegri a Sarri. Il Napoli sconta l'assenza di una solida struttura dirigenziale?

Db Torino 02/02/2023 - Coppa Italia / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri-Maurizio Sarri
A leggere i giornali ed a pensare a quando accaduto negli ultimi anni e emerge un sorprendente disinteresse dei tecnici più in vista verso il Napoli. La cosa mi fa riflettere. E francamente fatico a trovare una spiegazione razionale.
Il lungo elenco di no, a partire da Conte
Spalletti è andato via sbattendo la porta. Conte va via socchiudendo la porta. Sarri preferisce la cupa Bergamo alla Napoli solare. Simone Inzaghi dice no, a quanto leggo, per motivi fiscali. Allegri, come è ragionevole, resta attaccato al Milan. Insomma, per una pluralità di motivi, va a capire quali veri e quali falsi, i tecnici più in vista dicono di no all’ipotesi di allenare il Napoli. Ovviamente non prendo neanche in considerazione fenomeni del tipo di Klopp o Guardiola, inavvicinabili per i costi che comportano.

Il Napoli sconta ritardi societari e infrastrutturali?
Sembra quindi che il Napoli sia tornato indietro nel gradimento generale. E sia costretto a rivolgersi a tecnici di media caratura o a giovani di belle speranze. Con tutti i rischi connessi a scommesse o avventure. Ma c’è una motivazione comune che a noi sfugge? O si tratta soltanto di una fortuita concomitanza di eventi e situazioni momentanee ed occasionali?
Probabilmente come sempre accade la spiegazione è più complicata. E certamente connessa ad un dato strutturale della società che resta tra le pochissime prive, per scelta organizzativa ed imprenditoriale, di una solida struttura dirigenziale che quando c’è garantisce sicurezze. E alla mancanza di infrastrutture solide ed efficienti che nel calcio moderno sempre di più acquistano centralità. Siamo così come d’autunno sugli alberi e le foglie.