Dalla parte di Sarri / 2: il suo ritorno sarebbe innovazione, non un ritorno al passato
POSTA NAPOLISTA - Siete voi del Napolista che siete rimasti fermi al 2015, non lui. A Napoli ha dato una lezione tattica a Conte

Maurizio Sarri in action during the Coppa Italia match between Atalanta BC and SS Lazio at New Balance Arena in Bergamo, Italy, on April 22, 2026. (Photo by Mairo Cinquetti/NurPhoto) (Photo by Mairo Cinquetti / NurPhoto / NurPhoto via AFP)
E no, caro Napolista. L’eventuale scelta di Sarri per il dopo Conte non riporterà il Napoli al 2015. Siete voi fermi al 2015 perché, talmente presi dalle vostre autocelebrazioni da veri intenditori di calcio che tutto sanno e che tutto capiscono, non avete seguito negli anni lo sviluppo del lavoro di allenatore di Maurizio Sarri che non ha riproposto il modo di giocare di quel Napoli nelle sue esperienze successive (non avendone i giocatori adatti) ma ha tirato fuori il meglio con quello che le Società gli mettevano a disposizione, come avvenuto per due volte di seguito nelle stagioni in cui ha allenato la Lazio.
Sarri ha dato una lezione di tattica e strategia a Conte
E infatti a Napoli il 18 aprile, vincendo con la sua squadra qui al Maradona (0-2) ha dato una lezione di tattica, strategia ed intelligenza nel leggere la partita e soprattutto le forze in campo che erano decisamente inferiori a quelle del Napoli.
E voi a stupirvi che il gioco di Sarri non fosse più quello spettacolare ma poco “redditizio” che ricordavate, subendo un piccolo scossone alle vostre autoriferite convinzioni che, comunque, ostinatamente, non hanno smosso di un millimetro (come constato dai vostri giudizi sull’eventuale ritorno del tecnico toscano) le vostre idee sul vecchio “Sarrismo”, il populismo di De Laurentiis, ecc. ecc.
Non sarebbe una minestra riscaldata
Un ritorno di Sarri sarebbe una innovazione, non un ritorno al passato, non una minestra riscaldata perché oggi gli ingredienti sono diversi da quelli di dieci anni fa e vederlo all’opera con il materiale calcistico che il Napoli può mettergli a disposizione (a differenza di quello della Lazio di Lotito) intriga maledettamente.
Anche perché una cosa è certa: Maurizio Sarri è un vero uomo di sport (non come quelli – da voi sostenuti – che si strappano la camicia davanti alla panchina), una persona intelligente che ha messo a frutto gli anni trascorsi accumulando esperienza ed evolvendosi tatticamente, tendendo comunque a un gioco mai noioso e prevedibile e facendo rendere al meglio ciascun calciatore che ha allenato e allena, ieri ed ancora oggi.
Pio Gallo