Elkann blinda Spalletti: “Con lui abbiamo una base forte, è la migliore prospettiva per tornare a vincere”
L'ad di Exor al JOFC Day in Sicilia indica i tre pilastri della Juve del futuro: l'allenatore che vinse lo scudetto col Napoli, Yildiz e Locatelli. Platini ospite d'onore: "Abbiamo vinto meno di quanto avremmo dovuto"

Stellantis' Chairman John Elkann (R) gestures as he speaks with Amazon's founder Jeff Bezos (unseen) on stage during the Italian Tech Week 2025, at OGR Officine Grandi Riparazioni, in Turin, northern Italy, on October 3, 2025. The Italian Tech Week, one of the most important tech conferences in Europe, brings together more than 15,000 people every year to discuss the latest developments in AI, space, climate, mobility, and health. MARCO BERTORELLO / AFP
John Elkann parla raramente di Juventus. Quando lo fa, pesa ogni parola. E quelle pronunciate ieri al JOFC Day 2026 — il raduno annuale dei presidenti degli Juventus Official Fan Club, quest’anno ospitato ai Giardini di Naxos in Sicilia — hanno il sapore di una dichiarazione programmatica.
“Abbiamo un allenatore, Spalletti, che ha tanta esperienza. Avere la possibilità, dopo questi anni estremamente difficili, di poter partire da una base forte, e la Juventus ha una base forte, è la migliore prospettiva per fare una squadra che ha tutte le caratteristiche che sono sempre state quelle che hanno fatto sì che la Juve vincesse”.
Elkann indica i tre pilastri della Juventus: Spalletti, Yildiz e Locatelli
Il messaggio è chiaro: Spalletti non si tocca. Insieme a lui, Elkann ha indicato i rinnovi di Kenan Yildiz e Manuel Locatelli come i punti fermi su cui costruire una squadra ancora più forte. Tre pilastri attorno ai quali la Juventus intende ripartire dopo quella che lo stesso Elkann ha definito una fase “estremamente difficile” — un eufemismo per descrivere il quadriennio che ha incluso il processo Prisma, le penalizzazioni, l’era Allegri declinante, l’esonero di Thiago Motta e il breve interregno Tudor.
“Vogliamo costruire una Juventus forte: abbiamo giocatori che rappresentano il futuro. Dopo anni difficili, è importante costruire partendo da basi solide. La nostra forza è sempre stata l’unione tra proprietà, Club, squadra e tifoseria”, ha aggiunto Elkann.
Spalletti alla Juventus: da ct esonerato ad allenatore della rinascita bianconera
Il percorso di Luciano Spalletti fino alla panchina della Juventus è una di quelle storie che il calcio italiano sa scrivere meglio di qualsiasi sceneggiatore. Scudetto col Napoli nel 2023 — il terzo della storia azzurra, dopo 33 anni di attesa. Poi commissario tecnico della Nazionale, esonerato da Gravina nel giugno 2025 dopo un Europeo deludente. Quattro mesi di silenzio, e poi la chiamata della Juventus a fine ottobre, dopo l’esonero di Tudor. L’uomo che aveva fatto piangere di gioia Napoli si sedeva sulla panchina del nemico storico. Dalla Francia scrissero: “Napoletani, diffidate dalle dichiarazioni d’amore”.
A sette mesi dal suo arrivo, i numeri gli danno ragione. La Juventus è terza in classifica con 68 punti dopo 36 giornate, a +1 sul Milan, dopo aver vinto 1-0 a Lecce con un gol di Vlahovic dopo appena 12 secondi — il più veloce di un giocatore bianconero nell’era dei tre punti. Come scrivemmo a novembre, Spalletti è un grande allenatore, c’è poco da fare. La Champions League, obiettivo minimo della stagione, è a un passo: la Juve ha 4 punti di vantaggio sulla Roma quinta, con due giornate da giocare.
Platini al JOFC Day: “Abbiamo vinto meno di quanto avremmo dovuto”
Al fianco di Elkann, ai Giardini di Naxos c’era anche Michel Platini, che ha regalato uno dei momenti più nostalgici della giornata. “Provo grande orgoglio per aver vestito la maglia bianconera e per aver giocato con amici e grandi campioni. Abbiamo vinto meno di quanto avremmo dovuto, ma ho imparato ad amare i tifosi italiani e la loro passione”, ha detto Le Roi. E poi un pensiero per la famiglia che controlla il club da un secolo: “Con l’Avvocato ho sempre avuto un rapporto improntato alla correttezza. La famiglia Agnelli è da sempre la spina dorsale della Juventus e lo ‘stile Juve’ richiama immediatamente il suo pensiero”.
Ha chiuso il presidente Gianluca Ferrero, ringraziando Elkann per “un segno concreto della vicinanza che, da sempre, la sua famiglia riserva alla Juventus” e i presidenti dei Fan Club per “l’incessante lavoro con cui rafforzano ogni giorno il legame tra il Club e i tifosi”.
Il contratto di Spalletti e il mercato: cosa cambia con la Champions
C’è un dettaglio che rende le parole di Elkann ancora più significative. Il contratto di Spalletti con la Juventus scade a fine stagione, con un’opzione di rinnovo legata alla qualificazione in Champions League. Con la Juve terza a 68 punti e la Champions praticamente in tasca, il rinnovo è una formalità. Ma Elkann ha voluto andare oltre: non si tratta solo di prolungare un contratto, ma di costruire un progetto attorno a Spalletti, Yildiz e Locatelli.
Dopo la vittoria a Lecce, lo stesso Spalletti ha mandato un segnale di stabilità: “Tanti giocatori resteranno, non possiamo cambiarne troppi. Serve continuità”. E ha scherzato sul mercato: “Per tutti i giocatori che la gente dice che compreremo, servirebbe un pullman a due piani”. Spalletti ha spiegato al mondo Juve di non essere né Thiago Motta né Tudor: il suo è un progetto di gioco strutturato, che ha bisogno di tempo e fiducia. Le parole di Elkann sono esattamente la garanzia che cercava.
Per i tifosi del Napoli resta l’amaro paradosso: l’allenatore che ha riportato lo scudetto a Napoli dopo 33 anni è diventato la “base forte” su cui la Juventus vuole tornare a vincere. Lui stesso, quando fu ufficializzato, disse che “tutti allenerebbero volentieri la Juventus”. A Napoli non l’hanno dimenticato. Ma il calcio è questo: le storie non finiscono come le scriviamo noi.