Il miracolo (al ribasso) del Tottenham: De Zerbi li salva all’ultima giornata

Gli Spurs evitano la Championship battendo l'Everton al 90'. Il tecnico bresciano, subentrato a marzo in una situazione disperata, ora batte i pugni sul tavolo: "Ci servono top player, qua ne salvo al massimo dodici".

Il miracolo (al ribasso) del Tottenham: De Zerbi li salva all’ultima giornata

Marsiglia 30/09/2025 - Champions League / Marsiglia-Ajax / foto Imago/Image Sport nella foto: Roberto De Zerbi

Il calcio inglese sa sempre come regalare psicodrammi favolosi, confezionati con una retorica che rasenta l’arte. Prendi il Tottenham Hotspur: nono club più ricco del pianeta, uno stadio fantascientifico da un miliardo di sterline, incassi mostruosi. Ieri, al fischio finale della sfida contro l’Everton, piangevano tutti di gioia. Si abbracciavano sul prato, si lasciavano cadere a terra stremati. Avevano vinto la Champions League? No. Avevano appena conquistato un glorioso e sudato 17esimo posto, salvandosi dalla retrocessione in Championship all’ultima giornata utile.

Nel magico e opulento mondo della Premier League succede anche questo. Il successo per 1-0 ha condannato all’inferno il West Ham (a cui non è bastato battere 3-0 il Leeds), unendosi a Burnley e Wolverhampton. Ma a prendersi la copertina è l’uomo che ha evitato il disastro totale: Roberto De Zerbi.

Il salvataggio in extremis e l’ultimatum sul mercato

Subentrato a fine marzo a un disastroso Igor Tudor, con la squadra sprofondata nella zona rossa e reduce da un digiuno di 15 partite senza vittorie, l’ex tecnico di Sassuolo e Brighton ha rimesso insieme i cocci. Nelle ultime sei gare ha blindato la salvezza con 3 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta. “È il traguardo più grande della mia carriera”, ha ammesso con onestà.

Brighton De Zerbi Gross Juventus Marsiglia

Ma De Zerbi sa bene come funziona il giochino. Passata la paura, è già tempo di battere cassa e mandare messaggi inequivocabili alla dirigenza. La luna di miele della salvezza dura il tempo di una notte, poi si passa alla lista della spesa riportata dal Times:

“Da stasera dobbiamo iniziare a organizzarci e a costruire una nuova squadra. Non dobbiamo cambiare troppi giocatori, ma ne abbiamo 10, 11, forse 12 abbastanza bravi per restare, validi come calciatori e soprattutto come uomini. Poi dobbiamo completare la rosa con giocatori di primo livello. Di primo livello, perché soffriamo troppo. I tifosi, il club, la dirigenza, i giocatori: soffrono troppo. Noi siamo il Tottenham e non possiamo soffrire così fino all’ultimo secondo dell’ultima partita per restare in Premier. Il mio obiettivo ora è iniziare il ritiro con la squadra che ho in testa, quella dei miei sogni”.

Un repulisti in piena regola. Su una rosa di venticinque elementi, De Zerbi ne salva a stento la metà. Il resto è da rifondare.

Le parole di van de Ven

In mezzo al tripudio per il pericolo scampato, c’è chi non ha perso del tutto il contatto con la realtà. Micky van de Ven, uno dei più emotivi al fischio finale (e reduce da una stagione complicatissima, macchiata dall’espulsione e dal rigore causato contro il Crystal Palace a marzo), ha fotografato la situazione ai microfoni della Bbc togliendo ogni patina di eroismo all’impresa:

“Ho sofferto molto. Le emozioni ora sono di felicità, ma non dobbiamo permettere che accada di nuovo. È inaccettabile che all’ultima partita di questa stagione giochiamo per non retrocedere. Questo club ha giocatori incredibili. È stato imbarazzante arrivare all’ultima giornata, ma ce l’abbiamo fatta e questo è ciò che conta”.

Kinsky tudor

La surreale classifica della Premier League 2025/2026

Per capire la portata del collasso sfiorato dal Tottenham, basta dare un’occhiata all’esito del campionato più ricco del mondo. Mentre l’Arsenal festeggiava il titolo (85 punti) davanti al Manchester City (78), i bassifondi della classifica raccontavano un’altra storia, fatta di nobili decadute e investimenti miliardari andati in fumo:

  • 16. Nottingham Forest: 44 punti

  • 17. Tottenham: 41 punti (Salvo all’ultima giornata)

  • 18. West Ham: 39 punti (Retrocesso)

La Premier League si conferma la lega dove i soldi non comprano la felicità, e a volte faticano persino a comprare la permanenza in massima serie. Il Tottenham si è salvato grazie all’elettroshock di De Zerbi, ma i festeggiamenti sguaiati per un 17esimo posto sono la perfetta metafora di un sistema che ha smarrito la bussola.