Damascelli smonta il teatrino di De Laurentiis: prendersela con Abodi e Giorgetti per coprire i disastri societari

La ricetta di De Laurentiis: per far vincere il Napoli basta far cadere il Governo. Se il calcio italiano fa schifo è colpa della Meloni e della maglia del Southampton sulla scrivania del ministro Giorgetti?

Damascelli smonta il teatrino di De Laurentiis: prendersela con Abodi e Giorgetti per coprire i disastri societari

Db Milano 01/12/2025 - Gran Gala' del Calcio Aic 2025 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Tony Damascelli non usa mezzi termini e rubrica l’ultima esibizione di Aurelio De Laurentiis sotto una categoria ben precisa: “conferenza stampa surreale”. Sulle colonne de Il Giornale, la nota firma sportiva picchia durissimo, ridicolizzando l’ennesimo show presidenziale. Un monologo in cui il patron azzurro ha deciso di indossare i panni del tribuno della plebe, scagliandosi contro la politica e scaricando addosso al governo di Roma tutte le colpe del declino del calcio italiano.

“Finalmente uno che ha finalmente capito le cause dei problemi del calcio italiano», esordisce Damascelli grattando il fondo del barile del sarcasmo”.

Tutta colpa del governo (e della maglia del Southampton)

Il resoconto di Damascelli è un concentrato di feroce ironia sulle argomentazioni del presidente. Nel mirino di De Laurentiis ci sono finiti i ministri: Abodi, accusato senza mezzi termini di aver fatto casini contro il settore giovanile, e soprattutto Giorgetti, la cui colpa imperdonabile sarebbe quella di avere sulla scrivania la maglia del Southampton. Ergo, secondo il sillogismo presidenziale riportato dal giornalista: “Che gli frega del calcio italiano”.

De Laurentiis ha accusato i politici di ostacolare le grandi riforme perché troppo impegnati a chiedere “favori e biglietti” per lo stadio. Un j’accuse che Damascelli respinge al mittente, rinfrescando la memoria (selettiva) del patron azzurro: ricorda quando fu la politica (citando il Governatore De Luca) a scendere in campo contro la Juventus ai tempi del Covid, vantandosi di non aver contagiato Cristiano Ronaldo. E sulla solita, immancabile infatuazione di De Laurentiis per il calcio d’oltremanica, Damascelli piazza la stoccata: evoca il modello inglese, ma dimentica che “Downing Street ha regole fiscali per il calcio da noi disattese”.

La scena pietosa di Conte

Ma il capolavoro dell’assurdo, secondo il pezzo de Il Giornale, si consuma di fianco al presidente. Lì siede l’allenatore al passo d’addio, Antonio Conte. Damascelli descrive un tecnico “arreso”, che pur di giustificare il suo addio si lancia in un’intemerata contro l’ambiente e la stampa (colpevole di non aver favorito la crescita).

Fino al punto di non ritorno, ovvero la stilettata gratuita a Carlo Ancelotti:

“Addirittura dicendo, con raffinato rispetto, che ‘Ancelotti qui non ha vinto’. Una scena pietosa nel complice silenzio degli astanti, stavolta compatti”.

Il sipario cala con una chiusura letale, che sbeffeggia l’eterno e stucchevole vittimismo che spesso avvolge la narrazione partenopea. Damascelli la chiama la ricetta del “minculpop napoletano“, che a quanto pare ha le idee chiarissime su come risolvere i drammi del pallone: “Basta mandare a casa Giorgia Meloni e il calcio italiano tornerà ad essere vincente. Un minuto di raccoglimento”.