Conte, ridai una casa alla Juventus e a noi juventini

L'ANGOLO DI RICCHIUTI - "Antonio è roba nostra. La Juventus non c'è più, oggi è una sfiatata volgare come la pernacchia di Eduardo. Spalletti non può capire né farsi capire"

Conte, ridai una casa alla Juventus e a noi juventini

Mg Parigi (Francia) 28/06/2016 - Euro 2016 / Italia-Spagna / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte

Il tifoso juventino è disoccupato. La Juve non c’è più. Quella che c’è ora è come la pernacchia di Eduardo, una sfiatata volgare. La Juve è un’arte se vogliamo ignobile praticata da pochi milioni di pernacchio a se stessi, i propri limiti e dialetti e dunque a tutto il mondo. Lo juventino non ce l’ha più. Conte sì. Antonio è roba nostra, trapiantata benissimo altrove in questi anni e che ora deve tornare a casa per ridarcela una casa. Conte è garanzia che ci ammaleremo e dunque guariremo. È l’olocausto dell’attuale niente, magari fosse niente.

Spalletti Juve-Como barriere mobili Spalletti conferenza stampa

Spalletti novello Cochi e Renato

È poco e Spalletti, filosofo e contadino di una leadership surreale novello Cochi e Renato, non può capire né farsi capire. Conte è scarpe di nuovo lanciate negli spogliatoi. È catino e casino. Un delirio di nervi e boiate che serve più di un attaccante, un pallone di entusiasmo scemo e costoso più dorato di un Pallone d’oro. Conte è vincere e vincerà e noi siamo i nuovi mutilati del 19, gente che ha fatto la vittoria che non ha vinto più, medaglie ai margini, estranei e alla miseria nel nuovo corso delle nuove squadre popolari. Conte non è progetto né gestione, è marcia lampo verso la sopravvivenza. O scudetto o morte. Ci costa una vita ma tanto quella è già indegna di essere vissuta. Con Conte potremo fare a meno anche di una squadra, ci basta lui.
Vincenzo Ricchiuti