Damascelli: non è Spalletti il problema della Juventus

Sul Giornale: la Juventus è stata competitiva fino al 2020, ultimo scudetto vinto da Sarri. Il bilancio finanziario è drammatico. Gli errori sono cominciati nel 2006, quando Elkann, dopo calciopoli, fece fuori Giraudo.

Damascelli: non è Spalletti il problema della Juventus

Mg Bergamo 11/04/2026 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Juventus / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

La Juventus è un grande punto interrogativo. Non si sa ancora chi resterà o chi andrà via in vista della prossima stagione. E’ in dubbio anche la posizione di Luciano Spalletti, che a una giornata dalla fine del campionato, non è ancora riuscito a centrare la qualificazione in Champions.

I problemi della Juventus vengono da prima di Spalletti

Scrive Tony Damascelli su Il Giornale che il problema non è il tecnico, bensì le scelte societarie che sono state fatte negli anni:

Chi sostiene che il problema della Juventus sia l’allenatore, nel caso Spalletti Luciano, non ha ancora compreso o non conosce la realtà del club bianconero. L’ormai probabile mancata qualificazione alla Champions League fa risalire alla stagione 2010-2011 che si concluse in modo fallimentare, con il settimo posto. Il 10 maggio del 2010 John Elkann, cugino di secondo grado di Andrea Agnelli consegnò al parente la società, il nuovo presidente assunse Marotta e Paratici come dirigenti, Delneri restò l’allenatore, il reduce Jean Claude Blanc conservò il ruolo di ad. La Juventus nelle ultime tre partite ottenne due punti, Delneri fu esonerato, al suo posto arrivò l’ex capitano, Antonio Conte. Il seguito è noto.

La Juventus non è più riuscita a vincere uno scudetto dal 2020, quando in panchina c’era Sarri. Per il giornalista, complici sono state le scelte della società di affidare a persone sbagliate, come Comolli, ruoli dirigenziali:

La Juventus è stata competitiva fino al 2020, ultimo scudetto conquistato da Maurizio Sarri. Già si avvisavano criticità finanziarie. Elkann, nel 2006, seguendo i consigli della coppia Grande Stevens-Gabetti, aveva cancellato i dirigenti al centro di calciopoli privandosi così dell’esperienza e della personalità, anche come consulente, di Antonio Giraudo. L’affido al francese Jean Claude Blanc fu il primo segnale di un cambio di rotta improbabile, l’errore si è ripetuto in Ferrari arrivando a Vasseur, di nuovo in Juventus con Comolli e Modesto, una bizzarra french connection che ha tolto competitività alle rosse in Formula 1 e ai bianconeri in campionato. La scelta di Comolli rientra nei misteri buffi del football, curriculum internazionale di margine, sul mercato errori tecnici e contabili disastrosi.

Spalletti Elkann

Il peggio deve ancora arrivare per i bianconeri

I bianconeri si ritrovano ora con debiti di oltre 300 milioni e un futuro ancora tutto da scrivere; non si sa, infatti, se Spalletti resterà sulla panchina juventina. Conclude Damascelli:

Il bilancio finanziario è drammatico, il debito finanzio ammonta a 302 milioni di euro, si prospetta un nuovo aumento di capitale tra i 100 e i 200 milioni, negli ultimi dieci anni gli azionisti hanno versato oltre un miliardo, il parco calciatori ha costi elevati e non ha mercato positivo. Il futuro è un punto interrogativo, l’allenatore ha annunciato che si incontrerà con Elkann, così bypassando e delegittimando il ruolo dell’ad francese. Il peggio deve ancora venire.