Adani: “Conte non pianta le radici in un club, lui va in battaglia e lascia morti, perciò non dura”

A Viva El Futbol: "Realizza tanto in poco tempo, gli interessa avere un gruppo di soldati e andare contro tutto e tutti. Se arriva primo o secondo in Serie A, serve a tutti. Non credo vada in Nazionale".

Adani: “Conte non pianta le radici in un club, lui va in battaglia e lascia morti, perciò non dura”

Db Milano 14/02/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Daniele Adani

L’ex calciatore e commentatore tv Lele Adani ha parlato a Viva El Futbol in merito al possibile addio di Antonio Conte sulla panchina del Napoli. Per il tecnico, la partita di domenica contro l’Udinese potrebbe essere la sua ultima sulla panchina azzurra. Ad annunciare cosa ne sarà del futuro del Napoli, sarà il presidente Aurelio De Laurentiis.

Le parole di Adani

Secondo Adani, Conte non resterà a Napoli ma non andrà neanche in Nazionale:

Conte non va in Nazionale per fare il passaggio tra un club e un altro, non è quella la sua direzione. Se arriva primo o secondo in Serie A, serve a tutti. Conte o ti adatti a lui, o ti adatti a lui. Lui è garanzia di lavoro fatto bene. Il lavoro fatto quest’anno per me è perfetto; ha cambiato 6-7 moduli, va migliorata la gestione fisica dei calciatori, ma da un punto di vista di conoscenze da campo, non si discute il lavoro di Conte. Altra cosa che il Napoli dovrà rivalutare sono alcune scelte di mercato. Per me non rimarrà a Napoli, rispetto all’anno scorso c’era un entusiasmo nel finire che ha inciso sul rinnovo. Per me Conte ha la consapevolezza di aver finito un ciclo; ci sarebbe solo un colpo clamoroso del presidente, ma non lo farà come l’anno scorso. Mi aspetto una separazione serena col club“.

L'allenatore del Napoli Antonio Conte

“Conte pensa di andare in battaglia, non è democratico”

Quando Antonio Cassano gli chiede come mai Conte non riesce a fare un ciclo un po’ più lungo in un club, Adani risponde:

Lui ha un passo, una sua andatura. Quasi non riesci a stare al suo passo e non gli interessa avere troppa gente che sta al suo passo oltre al suo gruppo. Il suo è un mondo chiuso fatto del suo staff e delle persone con le quali si concentra per raggiungere gli obiettivi. Quindi cementa il suo gruppo e lo spreme. Non gli interessa arrivare e amalgamare, gli interessa un gruppo di soldati e andare contro tutto e tutti. Chi non capisce questo, non lo fa entrare. Realizza tanto in poco tempo. C’è chi pianta le radici, ma non è nella natura di Conte; lui pensa ad andare in battaglia, non è democratico, e ha bisogno di chi va a morire con lui che va sparato sull’obiettivo. È una cosa naturale. Ma quel che porta è la capacità di stravolgere in positivo ogni ambiente e lo risolleva. Ti entra dentro e lascia morti, per questo non può durare“.