Zazzaroni dà ragione a Conte: “Il secondo è il primo degli ultimi”, nel calcio italiano è così

Il direttore del Corriere dello Sport difende Conte sulla frase dei secondi. Il calcio italiano non concede tempo né alibi: o porti risultati o sei fuori.

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Napoli's Italian coach Antonio Conte reacts during the Italian Serie A football match between Inter Milan and Napoli at San Siro stadium in Milan, on January 11, 2026. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)

Ivan Zazzaroni, sul Corriere dello Sport, dà ragione a Conte senza se e senza ma. E lo fa partendo proprio dalla frase che ha scatenato polemiche — quella sul secondo posto.

C’è chi critica Antonio Conte per aver ricordato che il secondo è il primo degli ultimi“, scrive Zazzaroni. “L’allenatore del Napoli, per il quale la sconfitta è una morte apparente, comunque uno stravincente, ha semplicemente ripreso una frase di Enzo Ferrari, la cui fabbrica/scuderia crebbe attraverso le vittorie, non i secondi posti”.

Il ragionamento di Zazzaroni è netto: “Nella vita puoi avere risultati o scuse, non tutti e due”. Non è cinismo, è la descrizione del calcio italiano per quello che è. Non il calcio che vorremmo — quello dei progetti triennali rispettati, dei manager che sopravvivono alle sconfitte, dei miliardi spesi senza vincere come ha fatto Arteta all’Arsenal fino a quest’anno. Quello è un calcio che in Italia non esiste.

“Da noi il calcio è un’industria in perdita costante e il manager che non è in grado di ottenere risultati viene messo alla porta“, scrive il direttore del Corriere dello Sport. Ed è difficile dargli torto.

Il punto è proprio questo: Conte non ha detto nulla di scandaloso. Ha detto quello che pensa chiunque alleni in Italia sapendo come funziona il sistema. Il suo metodo è fatto di questa materia — fatica, nervi, ossessione per il risultato. Chi lo ingaggia sa cosa compra. Chi lo critica per la mentalità vincente critica l’unica cosa che lo rende Conte.

Zazzaroni aggiunge un passaggio che vale la pena sottolineare: “Tutti noi vorremmo vedere giocar bene e vincere, talvolta capita — penso al Napoli di Spalletti, ma anche a certe Juventus e al Milan di Sacchi e Capello — il guaio è che le esigenze dei club sono sempre più prioritarie e riportano ai ricavi”. Il bel gioco è un lusso che il calcio italiano si concede solo quando i conti tornano. Quando non tornano, conta solo vincere. E Conte lo sa meglio di chiunque altro.

Conte dopo la Lazio ha detto cose dure. Ma la durezza, nel calcio italiano, non è un difetto: è un requisito di sopravvivenza. Zazzaroni lo ha capito. Sarebbe utile che lo capissero anche quelli che si sono scandalizzati per una frase che Enzo Ferrari diceva settant’anni fa.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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