Zampolli insiste: “Il Mondiale senza l’Italia è una cosa triste”
L'uomo di Trump al Giornale: "Ci sono dei precedenti in altri tornei. Basta usare il buonsenso. Ora per fortuna è andato via Gravina. Chi al suo posto? Maldini"

Paolo Zampolo. (Oliver Bunic / Afp)
Paolo Zampolli, l’inviato personale di Trump, l’ambasciatore privato del titolare della Casa Bianca, è il grande protagonista di questi giorni. È lui che ha formalizzato la proposta (lui la chiama suggerimento) di ripescare l’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran. In Italia c’è stata una sollevazione di indignazione istituzionale: il paese del condono e dei patti fiscali, non accetta che l’Italia possa essere riammessa per motivi diciamo politici. Le frasi ridicole del sistema politico-calcistico italiano le trovate qua. A fine intervista Zampolli dice la sua anche sulla corsa alla Figc: “Per fortuna è andato via Gravina. Chi vorrei al suo posto? Che domande: Paolo Maldini”
Oggi sul Giornale Hoara Borselli intervista Zampolli che insiste:
«La mia idea? Semplicissima. Escludere l’Iran dai mondiali, perché è una squadra, ovviamente, non gradita negli Stati Uniti, e far subentrare l’Italia. O in modo diretto, o facendole giocare un girone di qualificazione con qualche altra squadra eliminata».
E ancora: “Basta usare il buonsenso. L’Iran è in guerra con gli Stati Uniti, è in una situazione di emergenza, ha chiuso lo stretto di Hormuz, non ha senso che partecipi ai mondiali».
“Non mi intendo di aspetti tecnici. Comunque sono convinto che la cosa sia realizzabile rispettando le regole. Ci sono dei precedenti in altri tornei. Per capire nel dettaglio la cosa dovrebbe parlare con gli esperti. Se per caso va in porto, gli italiani poi mi fanno Papa”.
E infine: “L’Italia è un paese amatissimo nel mondo sportivo. Anzi: nel mondo. Un mondiale senza l’Italia è una cosa triste. La mia proposta risolve un problema”.