Stadio Maradona: si parla di fondi ma nessuno sa se e quando arriveranno
Il Cormezz scrive che il progetto è stato inviato alla Figc, ma la copertura finanziaria dei 200 milioni chiesti da Manfredi a Fico non c'è ancora

Napoli's players warm up before the Italian Serie A football match between Napoli and Fiorentina at the Diego Armando Maradona stadium in Naples on March 09, 2025. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
Il Corriere del Mezzogiorno fa il punto sullo stadio Maradona e sugli Europei del 2032 e il quadro che ne esce è quello di sempre: tante parole, tanti progetti, tanti annunci, e nessuna certezza sui soldi. L’assessore Cosenza scrive su Facebook il 17 aprile «il progetto di riqualificazione dello stadio Maradona, con tutti i requisiti richiesti, è stato inoltrato alla Figc», e che «si continua a lavorare per uno stadio moderno e accogliente». Il progetto si chiama “DAM”, Diego Armando Maradona. “Tutto molto bello”, commenta il Corriere del Mezzogiorno. “Peccato non conosca ancora di quanti fondi il Comune potrà disporre per ristrutturare lo stadio della città”.
I 200 milioni che nessuno ha visto
Il nodo è sempre quello: i soldi. Il Comune di Napoli ha chiesto 200 milioni alla Regione Campania, inseriti nell’Agenda Napoli che il sindaco Manfredi ha consegnato al governatore Fico in campagna elettorale, a ottobre scorso. Da allora, scrive il Corriere del Mezzogiorno, “da Palazzo Santa Lucia ancora non c’è traccia” di quei fondi. La Regione ha annunciato il sostegno formale alla candidatura di Napoli, ha definito il Maradona “stadio principale della regione”, ma tra gli annunci e lo stanziamento effettivo c’è un vuoto che nessuno ha ancora riempito. Si è detto che i soldi dovrebbero provenire da fondi Fesr o dai Fondi di sviluppo e coesione. “Ma quando, quanti e come, ancora non si sa”, scrive il quotidiano.
La scadenza del 31 luglio e il doppio progetto
Il tempo stringe. Entro il 31 luglio, cioè cento giorni, ogni aspetto della candidatura “con tutti i pareri tecnici”, come spiega l’assessore Cosenza, dovrà essere pronto e definitivo. “Ma soprattutto, con la copertura finanziaria certa e garantita”. Il Comune si è mosso con due progetti: uno più ampio per gli Europei, che prevede uno stadio dedicato solo al calcio e quindi la rimozione della pista d’atletica, e uno più leggero per adeguare il Maradona a standard europei anche senza gli Europei. C’è poi la questione delle Olimpiadi 2032, che presupporrebbero il mantenimento della pista d’atletica — cioè l’esatto contrario di quello che serve per il calcio.
De Laurentiis vuole un altro stadio, il Comune va avanti da solo
Il Corriere del Mezzogiorno ricorda che “De Laurentiis vuole costruire una struttura ex novo in un’altra zona della città e non investire soldi nel DAM”. È la storia che su queste pagine raccontiamo da tempo: il Comune va avanti da solo sul Maradona, De Laurentiis guarda altrove, e nel frattempo nessuna delle due strade ha una copertura finanziaria certa. L’unica cosa sicura, per ora, è che a fine campionato dovrebbero partire i lavori per riaprire il terzo anello con il recupero di circa diecimila posti. Il resto — il progetto grande, i fondi regionali, gli Europei — resta quello che è sempre stato a Napoli quando si parla di stadio: un annuncio in attesa di conferma. E intanto la Turchia, scrive il Corriere del Mezzogiorno, “pare stia messa addirittura meglio” di noi. Dalle parti del Bosforo almeno costruiscono. Da queste parti, per ora, si annuncia.