Non è questione di vergogna, ma il posto dell’Iran ai Mondiali spetta all’Asia

È una questione di equilibri tra le confederazioni. Non lo deciderà Trump. Né conta la reazione indignata dei politici italiani

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President of FIFA Gianni Infantino speaks next to the trophy during the 2025 FIFA Club World Cup Draw ceremony in Miami on December 5, 2024. (Photo by Giorgio VIERA / AFP)

Il posto dell’Iran resterebbe all’Asia: lo dicono le regole Fifa

L’Italia ai Mondiali non ci andrà. Può stare tranquillo il ministro Giorgetti che si era indignato per l’eventualità, così come avevano usato parole grosse il ministro per lo Sport Abodi e il presidente del Coni Buonfiglio. Nel paese che ha istituzionalizzato i condoni, ora ci saremmo dovuti indignare per un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali nel calcio in cui l’Iran si tirasse indietro per ovvi motivi. Anche le frasi di Rubio, nella conferenza stampa con Trump, non andavano lette come una chiusura, nel senso che esiste il problema Iran negli Stati Uniti. Quelle dichiarazioni “se gli atleti sono atleti, non c’è alcun problema”, così come “se i giornalisti sono giornalisti”, significa che l’ingresso di ogni iraniano sarà vivisezionato.

Ma il punto è un altro. È che quel posto spetta alla confederazione asiatica. Quindi al posto dell’Iran dovrebbe andare una squadra della confederazione asiatica. Per esempio gli Emirati Arabi Uniti, eliminati dall’Iraq al quinto turno delle qualificazioni Afc.

I politici italiani discutono di un invito che nessuno ha fatto

Altro aspetto da non sottovalutare è che gli Stati Uniti non avrebbero alcun peso in questa decisione. È una decisione della Fifa che ovviamente segue delle indicazioni interne. Nel rispetto dei pesi elettorali delle singole confederazioni. Quindi no, l’Italia non andrà ai Mondiali. Ma non perché rinunciamo in nome delle presunta etica sportiva che non c’entrerebbe proprio nulla. Non andrà ai Mondiali perché in caso di rinuncia dell’Iran, quel posto spetterebbe alla confederazione asiatica.

Non è la prima volta che il calcio italiano si aggrappa a scenari impossibili per mascherare i propri fallimenti. L’Italia non è ai Mondiali perché ha perso con la Macedonia del Nord nei playoff, non perché la Fifa è ingiusta. E il sistema delle confederazioni esiste proprio per evitare che le nazioni più forti politicamente possano prendersi i posti di quelle più deboli. Se domani la Francia venisse esclusa per qualsiasi ragione, il posto andrebbe a un’altra europea — magari proprio a quella Macedonia. Il principio è lo stesso.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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