Max Tonetto si è messo a fare l’autista Uber (con un piano in mente)
L'ex terzino di Roma e Nazionale è diventato virale per essere apparso sull'app di trasporti con centinaia di corse all'attivo. Dietro c'è un piano per fondare la sua società di Ncc.

C’è una vita dopo il calcio giocato, e per fortuna non è fatta solo di noiosissimi corsi a Coverciano o di opinionisti piazzati nei salotti televisivi a ripetere banalità. A volte, la vita dopo la Serie A ha semplicemente la forma di un’app sul cruscotto.
Tonetto ora lavora per Uber
Max Tonetto fa l’autista Uber.
O almeno, lo ha fatto abbastanza a lungo da far impazzire i social. L’ex terzino sinistro di Lecce, Sampdoria e Roma, uno che nel 2007 si è pure tolto lo sfizio di indossare la maglia della Nazionale (quella fresca campione del mondo), ha appeso gli scarpini al chiodo nel 2010. Salutò Trigoria rifiutando un prolungamento stiracchiato, con grande onestà.
Oggi, a 51 anni, decine di utenti se lo sono ritrovati al volante chiamando una corsa. Ma attenzione, non c’è nessuna parabola triste dell’ex sportivo finito in rovina. Anzi.
Dietro le 191 corse registrate sul suo profilo a cinque stelle c’è un piano imprenditoriale lucidissimo. La Repubblica ha svelato l’arcano: Tonetto ha fondato una sua società di noleggio con conducente. E siccome in Italia la burocrazia non fa sconti a nessuno, per ottenere le licenze e soddisfare i requisiti necessari aveva bisogno di macinare chilometri e fare esperienza pratica certificata su strada. Così, zero snobismi, si è messo a guidare con Uber.
Una roba di una normalità quasi spiazzante.
In un calcio fatto di ex giocatori che vivono di ricordi o elemosinano ruoli dirigenziali, Tonetto si è rimboccato le maniche, ha messo la freccia e si è infilato nel traffico. Dalla fascia sinistra alla corsia di sorpasso. Una corsa alla volta.