L’orgogliosa resistenza anti-Var della serie B inglese: “Non la usiamo, i tifosi la odiano”

La Championship ha detto no pure al Football Video Support, una sorta di Var low cost a chiamata. E' un messaggio politico: noi siamo diversi dalla Premier League

var ultras inglese

Wolves fans display a flag with an anti-VAR message in the crowd ahead of the English Premier League football match between Wolverhampton Wanderers and Luton Town at the Molineux stadium in Wolverhampton, central England on April 27, 2024. (Photo by JUSTIN TALLIS / AFP)

C’è un posto in Inghilterra dove i gol si festeggiano ancora. Dove l’attaccante segna, i tifosi esultano, e nessuno aspetta che un signore in una stanza a Stockley Park decida se l’esplosione di gioia è consentita o precoce. La Championship – la serie B inglese – è, almeno per ora, l’ultima riserva naturale del calcio senza Var in Gran Bretagna.

I club della English Football League hanno detto no, racconta il Times. No al Var classico, e no pure al Football Video Support, il sistema ibrido che l’organo arbitrale (il PGMOL) gli aveva presentato come alternativa a basso costo, con tanto di cartellino di contestazione da consegnare al quarto uomo, insomma una sorta di Var a chiamata. No a qualsiasi cosa assomigli a una revisione video obbligatoria. La risposta alla consultazione dell’EFL è stata, secondo quanto riferito, una netta maggioranza contraria a ogni forma di tecnologia arbitrale supplementare.

La motivazione ufficiale è quasi commovente nella sua semplicità: i tifosi non vogliono aspettare. Vogliono esultare subito. Vogliono vivere il calcio nel tempo reale, non nell’attesa di una convalida dall’alto.

Una posizione radicale

Una posizione radicale, rivoluzionaria in un’epoca in cui ogni istituzione sportiva sembra ossessionata dalla certezza, dall’eliminazione dell’errore umano, dall’ottimizzazione della giustizia. La Championship ha scelto deliberatamente l’imperfezione. Ha scelto la fallibilità dell’arbitro in campo rispetto all’infallibilità simulata del monitor a bordo campo.

Non è solo nostalgia. È anche una critica implicita al modello Premier League. Il messaggio della Championship è sottile ma preciso: noi siamo diversi da loro, e ne andiamo fieri. Certo, rimane la tecnologia di porta. Qualcosa bisogna pur concedere al progresso.

Nel frattempo, la Federcalcio inglese però guarda con interesse a questo modello di Var alternativa. Mark Bullingham, l’amministratore delegato, aveva detto il mese scorso di voler capire cosa si può imparare dall’Fvs: “Ci sono elementi che dovremmo considerare di adottare in futuro? Perché cambierebbe le dinamiche, ridurrebbe il numero di interventi del Var e, di fatto, metterebbe la responsabilità sull’allenatore”.

Il sistema Fvs è già in uso nella Canadian Premier League e nella Serie C italiana, è stato sperimentato nella Coppa del Mondo femminile Under-17 dello scorso ottobre.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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