La Formula 1 ormai è uno sport per feticisti dell’ingegneria elettronica

Hanno aggiustato di nuovo le regole sulla gestione energetica, ma alzi le mani chi ci capisce qualcosa

La Formula 1 ormai è uno sport per feticisti dell’ingegneria elettronica

Red Bull Racings’s Dutch driver Max Verstappen speaks to the press ahead of the Formula 1 Japanese Grand Prix in Suzuka on March 26, 2026. ANDREW CABALLERO-REYNOLDS / AFP

Questo non è un articolo, è un rebus. Le regole del gioco sono queste: ora vi spieghiamo (è una parola grossa… facciamo che ve le elenchiamo, meglio) le principali novità regolamentari che caleranno sulla Formula Uno a partire dal Gran Premio di Miami del prossimo 3 maggio. Alcune richieste esplicitamente dai piloti. Voi ve le leggete un paio di volte e poi ci fate sapere che cosa avete capito. Pronti?

La supercazzola regolamentare

Dunque: nelle qualifiche, ci sarà una nuova gestione energetica: riduzione della ricarica massima consentita da 8MJ a 7MJ, per ridurre il recupero eccessivo di energia e la durata massima del superclip a circa 2-4 secondi per giro. La potenza di picco del superclip è stata aumentata a 350 kW (prima era 250 kW). Il numero di gare in cui possono essere applicati limiti energetici inferiori alternativi è stato aumentato da 8 a 12 gare.

Poi – citando la Gazzetta dello sport – “la potenza massima disponibile tramite il Boost in gara è ora limitata a +150 kW (o al livello di potenza attuale dell’auto al momento dell’attivazione, se superiore) per limitare differenziali di prestazioni improvvisi. Il sistema MGU-K manterrà un’erogazione di 350 kW nelle zone chiave di accelerazione (dall’uscita di curva al punto di frenata, incluse le zone di sorpasso), ma sarà limitato a 250 kW nelle altre parti del giro”.

Ci sono delle novità anche per le partenze: arriva un nuovo sistema per identificare le vetture con un’accelerazione anormalmente bassa subito dopo il rilascio della frizione. Sempre dalla Gazzetta: “verrà attivata un’erogazione automatica dell’MGU-K per garantire un livello minimo di accelerazione e mitigare i rischi legati alla partenza, senza introdurre vantaggi sportivi. Verrà introdotto un sistema di allerta visiva con luci lampeggianti (posteriori e laterali) sulle auto interessate per avvisare i piloti che seguono. Inoltre, è stato implementato un reset del contatore di energia all’inizio del giro di formazione per correggere un’incoerenza del sistema precedentemente identificata”.

Capito tutto?

Va da sé – ed è una considerazione tutto sommato banale – che la Formula Uno è diventato ormai uno sport che è impossibile seguire davvero se non si è dei feticisti dell’ingegneria elettronica. Non solo la materia è ostica e cambia tantissimo ogni volta che la Fia ci mette mano, ma è anche ormai difficilmente riconducibile all’agonismo sportivo: ormai la componente elettronica e la sua regolamentazione è come se corresse un campionato a parte. Certo, ci si può spaparanzare sul divano e accettare passivamente tutto, concentrandosi solo sul risultato finale, i sorpassi, gli incidenti, ha vinto uno o ha vinto l’altro. Ma tutto il resto sembra ormai una incredibile supercazzola meccanicistica.