Il Rocchi-gate parte dalla lettera di Rocca (c’entra il non rigore di Inter-Roma)
Si tratta di Domenico Rocca, assistente, che contesta trattamenti e valutazione inique. Pesante il passaggio su Inter-Roma dell’anno scorso: "Perché nessuno bussò al vetro dei VARisti per segnalare il rigore, facendo perdere lo scudetto all’Inter?"

Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi
Ne sentiremo parlare a lungo e le conseguenze che potrebbe avere il nuovo (e grosso) scandalo che ha investito il calcio italiano sono, per ora, ignote. “Rocchi, dov’è Rocchi?” urlava Max Allegri in quella finale di Coppa Italia del maggio 2024 (vinta dalla Juventus). Ecco, ora inizieranno a urlarlo in tanti.
Premeva e pressava Gianluca, pur non essendo un calciatore, su varisti, avaristi e “avariati” vari. Faceva il bello e il cattivo tempo, tanto che un povero assistente, tale Domenico Rocca, proprio non ce l’ha fatta e ha sentito il bisogno di scrivere una lettera ai vertici arbitrali. Ed è proprio tale lettera ad aver dato il via a un effetto domino che chissà quando si arresterà. Capite? Tutti gli scempi arbitrali a cui assistiamo sono un mix letale di inadeguatezza, incompetenza e frutto di lotte intestine che si riflettono sul campionato. È come fare un mix di gin e lisciva e poi ingollarlo.
Ora, tornando a Rocca, vi proponiamo alcuni estratti della lettera. Tenetevi pronti.
C’era una volta Rocca e Rocchi
“Mai avrei immaginato di dover giungere a scrivere alla mia commissione. Chi mi ha insegnato ad arbitrare ed a stare nell’associazione è stato Stefano Farina, il quale mi aveva convinto e insegnato che dell’organo tecnico ci si dovesse fidare a prescindere. E così è stato fino a che non siete arrivati voi.”
Rocca lamenta poi il venir meno di qualsivoglia tipo di equità nei criteri di valutazione:
“Segnali flebili erano giunti anche gli anni scorsi, ma non ci avevo mai fatto caso: la stagione sportiva ancora in corso (per gli altri) ha evidenziato, senza alcun dubbio, l’utilizzo parziale delle votazioni, l’assenza di criterio nelle designazioni, la violazione dei principi di correttezza e lealtà e, soprattutto, l’alterazione della corretta concorrenza e delle relative valutazioni.”
Una rabbia di natura personale