“Il nuovo format Champions l’ho inventato io”, e il matematico spagnolo fa causa alla Uefa per plagio
Leandro Shara dice di averlo proposto alla Uefa nel 2013, e chiede 20 milioni di euro di indennizzo. Un tribunale spagnolo ha "accettato" la causa

Db Berlino (Germania) 29/06/2024 - Euro 2024 / Svizzera-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Alexander Ceferin-Gianni Infantino
Lui dice che l’idea nacque in una sala d’aspetto di un medico a Santiago del Cile, nel 2003. Leandro Shara stava guardando in televisione Sepp Blatter lamentarsi che nessuno, né dentro né fuori la Fifa, aveva trovato un modo per ampliare il Mondiale da 32 a 36 squadre senza che il formato implodesse. Allora chiese una matita alla receptionist, scrisse la sua soluzione su un foglio di carta, e se lo mise in tasca. Tre giorni dopo se lo ritrovò nella giacca e decise di riscriverlo in modo ordinato. Oggi quello scarabocchio è al centro di una causa da 20 milioni di euro contro la Uefa.
Davide contro Golia
La storia raccontata da El Mundo è una declinazione del classico Davide contro Golia. Shara non è un visionario naif: è un matematico ed economista che ha brevettato il suo formato presso l’Organizzazione Internazionale dei Brevetti già nel 2006, lo ha visto implementato nella Coppa del Cile del 2011 e nella Copa Perú del 2015, ed è diventato poi consulente esterno della Fifa. Nel 2013 ha preso un aereo – 36 ore di viaggio dal Cile, con parecchi testimoni – per presentare il suo sistema alla Uefa, a Tel Aviv. Il vice segretario generale Giorgio Marchetti gli ha risposto che il calcio “è troppo tradizionale” per il suo format. Lasciando intendere anche che la Uefa non collabora con aziende extracontinentali.
Solo che undici anni dopo, la Uefa ha riformato la Champions League esattamente come Shara aveva proposto: abbandono del formato a gironi, introduzione di un sistema a campionato, ampliamento da 32 a 36 squadre. La Uefa sostiene che il risultato è frutto di “oltre 10.000 ore di lavoro” interno. Shara invece che quelle ore siano state dedicate, almeno in parte, a rielaborare la sua idea senza citarlo.
Si va in tribunale, in Spagna
Il 23 marzo 2025 il Tribunale Commerciale numero 16 di Madrid ha dichiarato la propria competenza a esaminare il caso, scrive il giornale spagnolo. E’ di fatto il primo mattone concreto in una battaglia che sarà lunghissima. “Spero di essere ancora vivo quando tutto questo sarà finito”, ha detto Shara. Il quale peraltro ha venduto l’appartamento e la macchina per finanziarsi la causa. Chiede meno dello 0,5% dei ricavi generati dal formato, ma quei ricavi, moltiplicati per ogni stagione futura, rendono la cifra potenzialmente molto superiore ai 20 milioni iniziali richiesti.
La Uefa, nel frattempo, ha risposto alle prime denunce definendole “ingiustificate” e ha cercato di spostare il procedimento davanti ai tribunali svizzeri, senza successo.