Gravina non si arrende: “Io capro espiatorio. Rocchi? Stiamo gettando fango senza sapere nulla”

Il presidente Figc a Otto e mezzo lotta come un leone: "Non ho fallito, Gattuso era il migliore" (figurati gli altri). Dice una bugia sulla presidenza Figc: "Tra Malagò e Abete non tiro la volata a nessuno". Trasmissione fondamentalmente inutile

Gravina

Dc Roma 24/07/2025 - Il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale la Nazionale di Calcio femminile / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina

Il presidente dimissionario della Figc Gabriele Gravina continua a combattere. È andato a Otto e mezzo (trasmissione de La7 condotta da Lilli Gruber) per dire le stesse cose. Si è definito capro espiatorio. Un brevissimo accenno all’inchiesta della Procura della Repubblica di Milano sugli arbitri e quindi sulla Serie A. E ovviamente Gravina difende il sistema. Non ce ne voglia la Gruber, una trasmissione fondamentalmente inutile. Più grottesca che utile.

“Perché siamo garantisti solo a corrente alternata? Dietro quel ruolo di designatore c’è un uomo, una vita, una famiglia. Dovremmo essere garantisti, stiamo buttando fango senza sapere nulla”.

Gravina dice:

“Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta. È stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare al Mondiale e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno. È stato giusto dimettersi. Erano in atto isterie istituzionali (ogni riferimento al ministro Abodi non è puramente casuale) di ogni genere, era bene non sovraesporre la Figc”.

Gravina continua sulla sua posizione:

“Non ritengo di aver fallito. Se parliamo di piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell’attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, le nostra Federazione è tra le più apprezzate in Europa”. E ancora: “Gli italiani attribuiscono alla Figc responsabilità che non ha, ci sono confusioni di ruoli. Per tre volte non siamo andati ai Mondiali e lo schema è lo stesso, cercare un capro espiatorio. Io sono un capro espiatorio. Tutti sono convinti che i giocatori della nazionale dipendano dalla Figc, ma esistono i campionati, le Leghe e certe regole, leggi e statuti che bisogna rispettare. Non puoi attivare un meccanismo di riforma se tutti non sono d’accordo”.

Della Nazionale Gravina dice:

“Valutiamo il lavoro della Federazione sulla base di una sola Nazionale, ma ce ne sono tante, maschili e femminili. Gattuso per me era l’uomo giusto. Era il migliore (pensa gli altri, ndr), in quel momento avevamo bisogno di qualcuno che facesse riscoprire ai ragazzi i valori e l’attaccamento alla maglia, ma purtroppo è mancato il risultato sportivo”.

Si schiera contro il ripescaggio ai Mondiali.

“Mi sembra un’idea fantasiosa e vergognosa. Si sta negoziando sulla passione dei tifosi italiani, che sono gli unici a meritare di andare ai Mondiali”. Il populismo raggiunge livelli d’allerta.

Ovviamente attacca il commissariamento. “Il commissariamento è contrario all’autonomia dello sport, agli statuti, alla Uefa e alla Fifa. Ho sentito parlare di commissariamento per modifiche che potrebbero fare autonomamente. Il rapporto tra sport e politica è più stretto di quanto si possa immaginare. Lo sport è economia, identità, cultura. Capisco che il politico abbia interesse a rivolgersi a una platea così ampia, ma c’è bisogno dell’autonomia. Se si tenta di invadere il campo altrui si attua il principio della rottura e della rottura istituzionale”.

Poi attacca pure Lotito. Di fatto lo accusa di conflitto d’interessi: “Vi sembra normale che partecipi alla Commissione cultura del Senato un soggetto che è presidente della Lazio, che è stato per vent’anni nel Consiglio federale prima di essere sconfitto due anni fa e che ora parla di disastro?”.

Sulla corsa alla presidenza Figc dice una bugia grossa come la casa che ha venduto a Ceferin: “Malagò e Abete sono due ottimi dirigenti, ma ho preso l’impegno solenne di non tirare la volata a nessuno”.

La chiusura è sui suoi progetti: “Scendere in politica? In tanti hanno provato a coinvolgermi. Non rinnego il mio orientamento, sono moderato di centro tendendo a sinistra. Già faccio politica, niente candidature”. 

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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