Gravina e Ceferin sono molto intimi, il presidente Figc gli vende anche casa

Il Fatto quotidiano racconta la vicenda. Si tratta della casa già al centro di un'inchiesta. I due sono molti vicini, alleati anche in questa battaglia di potere per la Figc (la Uefa è contro il commissariamento)

Gravina e Ceferin sono molto intimi, il presidente Figc gli vende anche casa

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gabriele Gravina-Aleksander Ceferin

Può la vendita di una casa diventare una notizia? Sì. Può se a vendere casa è l’ex presidente Figc (ancora in carica) Gabriele Gravina e l’acquirente è il presidente Uefa Ceferin. A maggior ragione se Gravina e i suoi fanno filtrare che ci sarebbero pressioni e minacce della Uefa (ufficialmente smentite ma oggi ne scrive ancora Repubblica) contro il commissariamento della Figc pena perdita degli Europei o addirittura esclusione dei club italiani delle coppe.

Ne scrive il Fatto quotidiano con l’informato Lorenzo Vendemiale.

La casa in questione è la casa che già fu al centro di un caso giudiziario.

Lo strano giro di mogli, compagne, figlie, figliastre, compravendite

Ricorda il Fatto che

La figliastra di Gravina lo comprò (l’immobile)  nell’estate 2019, al prezzo di 650mila euro, con un mutuo di cui Gravina e la compagna Francisca Ibarra (sorella dell’ex ad Sky, Maximo) si fecero garanti. Negli stessi mesi, Gravina concedeva un’opzione da 350mila euro su una preziosa collezione di libri antichi di sua proprietà a Marco  Bogarelli, il re dei diritti tv scomparso nel 2021, chiedendogli di versare l’importo direttamente sul conto della figliastra, per l’acquisto della casa. I soldi sono poi stati restituiti dopo qualche mese.

Adesso quella casa è stata rivenduta alla figlia di Ceferin, Neza che si è trasferita a Milano. Ha pagato il papà: 670mila euro.

Il Fatto ha interpellato la Uefa che ha risposto dicendo che “la transazione è stata effettuata legalmente, al valore di mercato. Non c’è nessun legame finanziario perché non si è trattato di un accordo commerciale, bensì di una transazione immobiliare privata tra adulti, senza vantaggi occulti, e il fatto che le parti si conoscano non la rende sconveniente”.

Le minacce della Uefa al calcio italiano saranno viste sotto una luce diversa 

Restano le questioni di opportunità. Come conclude Il Fatto quotidiano:

Quando la Uefa scriverà all’italia (e lo farà di sicuro, se Coni e governo avranno il coraggio di andare fino in fondo), minacciando di toglierci gli Europei del 2032 o addirittura di escludere le nostre squadre dalla prossima Champions, quale Ceferin firmerà la lettera? Il dirigente massima autorità del pallone europeo, paladino dell’autonomia sportiva? O l’amico di Gravina, che ha appena comprato una casa da oltre mezzo milione dalla sua figliastra? 

Questo è il mondo del calcio. Certamente non solo il mondo del calcio. Un pastrocchio di interessi, di rapporti particolari, di difesa a oltranza dei propri sistemi di potere attraverso relazioni privilegiate. Ormai è tutto alla luce del sole. Se la Uefa dovesse schierarsi contro il commissariamento Figc e minacciare l’Italia di perdere l’Europeo del 2032, sarà inevitabile pensare al rapporto privilegiato tra Ceferin e Gravina.