Gasperini: “Non so dire cosa succederà tra un mese e mezzo, sicuramente gli infortuni ci hanno penalizzato molto”
In conferenza stampa: "Nessuno ci accreditava per l'obiettivo Champions all'inizio, noi ci siamo messi nelle condizioni per provarci. Non so se queste saranno le ultime partite insieme, ma di sicuro ci metteremo tutto"

Dc Roma 19/03/2026 - Europa League / Roma-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini
Vigilia di campionato per la Roma, con Gian Piero Gasperini intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida contro il Pisa. L’allenatore ha analizzato il momento della squadra e le insidie del match in programma domani.
Ecco le sue parole:
“Credo che Mancini, così come Koné e Wesley, possa tornare già dalla prossima settimana. Dybala sta bene, si sta allenando ma è un po’ più imprevedibile. Direi che ci vogliono almeno due settimane. Gli infortuni da dicembre sono stati insostenibili, ma non si è trattato di molti problemi muscolari, gli stop sono stati di varia natura. Abbiamo cominciato in attacco e poi lo stillicidio si è spostati in altri reparti. Questa squadra però ha sempre reagito e lo farà anche nelle ultime sette partite”
Le parole di Gasperini
Ha dovuto convincere la squadra del fatto che bisogna ancora giocarsi molto? Negli ultimi giorni si è parlato soprattutto di rifondazione futura…
“Il secondo tempo di Milano non deve succedere mai più. Non dobbiamo però pensare al futuro più lontano, ma concentarci sulle prossime partite. Se vinciamo domani, a qualcuna ci avviciniamo. Il Pisa è quasi retrocesso, ma in Serie A le partite non sono mai facili, si tratta di una squadra che sa combattere”.
“Io non so dire cosa succederà tra un mese e mezzo, dipenderà sia dalla volontà della proprietà che dei giocatori. Qualcuno sarà messo sul mercato, qualcuno non rinnoverà e altri finiranno i prestiti, ma questi sono ragazzi molto seri. Ho apprezzato il fatto che Pellegrini ci abbia messo la faccia dopo l’Inter andando a parlare alle interviste. Nessuno ci accreditava per l’obiettivo Champions all’inizio, noi ci siamo messi nelle condizioni per provarci. Non so se queste saranno le ultime partite insieme, ma di sicuro ci metteremo tutto”
Cosa manca a questa squadra per fare l’ultimo step?
“Gli infortuni ci hanno penalizzato molto, ma poi ognuno può fare le proprie valutazioni anche nel confronto con gli avversari. Come squadra ci siamo dati un obiettivo e faremo di tutto per raggiungerlo.”
Cosa manca a giocatori come Ghilardi, Vaz, Zaragoza o El Aynaoui per affermarsi?
“Me lo dica lei. Ghilardi sta giocando molto, Vaz qui ha più minuti che a Marsiglia. Io faccio delle scelte e poi è normale che alcuni giocatori siano più presenti di altri. Se poi lei pensa che non debbano giocare Malen, Mancini o Ndicka va bene…”
In alcune situazioni, perché non cambia il suo approccio tattico? Con l’Inter, ad esempio, sarebbe stato meglio un blocco basso…
“Noi abbiamo sempre fatto ottime partite, anche se ne abbiamo perse alcune per episodi. Con l’Inter non c’era nulla che facesse presagire un crollo come quello a inizio secondo tempo. Io gioco sempre per vincere: è la filosofia che mi ha portato fin qui e continuerò su questa strada.”
C’è una differenza di vedute con il club sul destino di alcuni giocatori?
“So solo che mancano sette partite e che devo mantenere il gruppo il più compatto possibile, me compreso. Saremo persone serie fino all’ultima trasferta di Verona il 24 maggio: questo è il nostro dovere. Gli altri discorsi si faranno nei tempi e nelle sedi opportune.”
Le dà fastidio il modo di pensare che se non si arriva all’obiettivo bisogna cambiare tutto?
“Se lo fa la dirigenza questo pensiero ha un senso. Io sono per il libero pensiero. A me la proprietà non ha mai detto di andare in Champions, l’ho detto io.”
Possiamo aspettarci El Aynaoui titolare?
“Ha sempre giocato tanto titolare, dopo la Coppa d’Africa ha avuto un calo. Però è un ragazzo sano, quindi ci conto che possa far bene ancora”.
Al momento attuale ci sono calciatori indispensabili?
“Io penso che bisogna migliorare sempre le squadre. Prima di privarti di quello che hai devi capire quello che metti. Tutti vorremmo Messi e Ronaldo, però dopo devi capire. Negli ultimi due anni sono arrivati trenta giocatori, 4-5 stanno giocando in questo momento. Se lo chiedi a me, forse c’è bisogno di target diversi. Il pubblico li conosce quelli forti, li ha visti. Però è una mia idea”.
Quale è questo target?
“Sono scelte che fa la società, ma ci sono tanti modi. Uno è quello di andare su giocatori che ha contratti molto alti, oppure giovanissimi, ma non so se una piazza come Roma può accettare. Altro ancora, l’ideale, è il target Malen-Wesley, costi lì-lì. Non è facile. Prima però bisogna capire la strada. Oggi ho cercato di chiarire il più possibile, così per 7 partite mi lasciate stare su certi argomenti. Al di fuori di queste conferenze non parlo con voi, le notizie ve le ho date oggi. Avete tutti il mio numero di telefono, ma non parlo e lo sapete”.











