CorSport: “I Friedkin pensano a una rifondazione per la Roma”

Alcuni pilastri della squadra potrebbero andar via nel mercato estivo. Messaggero: "Roma horror a San Siro. Solo Luis Enrique nella stagione 2011/12 ha fatto peggio di Gasperini in termini di sconfitte: 12 a 11".

Gasperini

Dc Roma 19/03/2026 - Europa League / Roma-Bologna / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gian Piero Gasperini

La Roma ha perso 5-2 contro l’Inter ieri sera, restando dunque a -3 punti dal quarto posto, ma con il Como che deve ancora giocare; dunque, la distanza potrebbe essere di -6 alla fine di questa giornata di campionato.

La società giallorossa sta valutando importanti cambiamenti in vista della prossima stagione.

Roma horror a San Siro, i Friedkin valutano il futuro della rosa

Il Messaggero scrive:

Roma horror a San Siro. Il Meazza nerazzurro si conferma un autentico fortino inespugnabile per Gasperini, che non riesce a spezzare il tabù contro l’Inter in trasferta: il bilancio resta impietoso, con 14 sconfitte e 5 pareggi in 19 incroci. Serata di Pasqua amarissima per il tecnico. Quella contro i nerazzurri è l’undicesima sconfitta in campionato per la Roma. Nell’era dei tre punti, solo Luis Enrique nella stagione 2011/12 ha fatto peggio di Gasperini, con dodici sconfitte in 31 giornate.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la dirigenza è pronta a fare dei cambiamenti:

La proprietà dopo il ko contro l’Inter è ulteriormente consapevole che la rosa non è competitiva e che questa è una stagione di transizione prima di modifiche importanti del gruppo. La stagione, del resto, era stata etichettata fin dall’inizio come di transizione. Un’etichetta che spesso è un paracadute, ma che oggi suona più come una diagnosi. Sì, qualche segnale positivo si è intravisto. Sì, la squadra ha avuto momenti di brillantezza. Ma la continuità, quella no. 

Il ko contro l’Inter, in questo senso, è stato quasi emblematico: spettacolare, caotico, ma impietoso. Per i Friekdin una fotografia nitida dei limiti attuali della Roma. Difesa fragile, equilibri precari, personalità a intermittenza. Troppo poco per competere davvero con le grandi. Troppo poco per sognare in grande. Ecco perché, dietro le quinte, si parla già di futuro. Non un semplice ritocco, ma una vera e propria rifondazione. Alcuni pilastri potrebbero non essere più così intoccabili. La parola d’ordine è competitività, e per raggiungerla serviranno scelte anche dolorose.

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