Dagospia strapazza i moralisti sui Mondiali: la Danimarca non si vergognò agli Europei del 92
Agli indignados Giorgetti e Abodi si accoda il Corriere della Sera con un editoriale di Condò. Dagospia: "lo vada a dire al suo editore Cairo visto che l'Italia ai Mondiali fa vendere più copie ai quotidiani"

The Spanish inscription ''indignados'' (indignant) towers next to the word ''Nation'' on the sign at the Place de la Nation metro station, in Paris, on March 28, 2023. (Photo by Andrea Savorani Neri/NurPhoto) (Photo by Andrea Savorani Neri / NurPhoto via AFP)
Dagospia strapazza i maestri di etica sui Mondiali.
Se l’Italia non giocherà (come previsto) i Mondiali perché quel posto spetta alla confederazione asiatica, amen. Ma che si debba assistere al teatrino dell’indignazione per un eventuale ripescaggio, francamente è intollerabile. Peraltro in un Paese che ha istituzionalizzato lo strumento del condono che sia edilizio, fiscale o chissà di cos’altro ancora. Il ripescaggio è previsto dal regolamento Fifa ed è in corso una guerra mondiale. È un’eventualità tutt’altro che remota che l’Iran possa decidere di non partecipare. Anche le frasi del segretario di Stato Usa Marco Rubio vanno interpretate, sono sibilline nei confronti dell’Iran. Se dovesse essere ripescata, come previsto, una squadra asiatica, nulla da eccepire. Ma la lezione degli indignados, anche no. Ed è quello che scrive Dagospia che cita anche il Napolista.
Scrive Dagospia:
Ma quanto sono allocchi i ministri Giorgetti e Abodi, il presidente del Coni Buonfiglio e il giornalista italiano che vota al Pallone d’oro Paolo Condò nel ritenere vergognoso e umiliante l’eventuale ripescaggio dell’Italia ai Mondiali? Condò scrive che è “un’idea offensiva” ed evoca un fantomatico “merito”. Un paradosso grottesco in un Paese affondato dalla mancanza di meritocrazia. Ci dovremmo vergognare degli undici milioni di italiani che non pagano l’Irpef, non di un ripescaggio, eventualità prevista tra l’altro dal regolamento Fifa. Nel 1992 la Danimarca vinse da ripescata gli Europei e non risulta che i danesi, presi spesso da una certa Italia fighetta come modelli di etica, si siano stracciati le vesti. Ps: Condò definisce “cinico” chi ricorda, come Dagospia, che il Mondiale vale un punto di Pil: lo vada a dire al suo editore Cairo visto che l’Italia ai Mondiali fa vendere più copie ai quotidiani.