Rangnick ha già capito tutto del Milan: firma solo se non ha Ibrahimovic tra i piedi
Il ct dell'Austria detta cinque condizioni, una è fondamentale: che ci fa Ibra al Milan? È il motivo per cui non arriverà

Dusseldorf (Germania) 17/06/2024 - Euro 2024 / Austria-Francia / foto Image Sport nella foto: Ralf Rangnick
Ralf Rangnick non è ancora arrivato al Milan – e nemmeno si sa se arriverà – eppure ha già capito tutto. Il 67enne che ha contribuito a far crescere il marchio Red Bull nel calcio con Lipsia e Salisburgo, ha fatto sapere che lui al Milan arriverà se e solo non avrà Ibrahimovic tra i piedi. Ha compreso perfettamente la situazione. Evidentemente legge il Corriere della Sera e gli articoli di Monica Colombo.

Le cinque richieste di Rangnick
Lo scrive abbastanza chiaramente la Gazzetta dello Sport.
Rangnick ha già incontrato il Milan un paio di volte: una a Vienna e l’altra in video conferenza. Il tedesco ha posto una serie di condizioni per accettare il ruolo di direttore tecnico:
1) vuole indicare lui l’allenatore
2) vuole stabilire lui la filosofia calcistica del club (il modulo da utilizzare anche nelle giovanili)
3) portare con sé i suoi uomini (una cifra in doppia cifra)
4) un progetto non certo annuale, magari triennale.

Ibra è il Jep Gambardella del Milan: vuole il potere di farlo fallire
Ma, aggiunge la Gazza, il punto chiave è un altro:
“Rangnick desidera lavorare con piena libertà e non vuole che Ibrahimovic, privo di un ruolo o di una carica specifica nel club, possa interferire nel suo lavoro. Magari mettendo come direttore sportivo della prima squadra Jovan Kirovski che lo svedese ha portato dagli States per gestire Milan Futuro”.
Rangnick tutto è tranne che fesso. Ha immediatamente individuato il problema: si chiama Zlatan Ibrahimovic. Deve stare fuori dal Milan. RedBird si affanna a dire che Zlatan non è un dirigente rossonero. Sta di fatto che è tutto nelle sue mani. È lui che ha spinto Cardinale ad azzerare i vertici dirigenziali del club e non crediamo che voglia tirarsi indietro. Quindi Rangnick al Milan sembra una lucina fioca. E il Milan deve sperare che il tedesco non parli con l’austriaco Glasner che oggi incontra i rossoneri e che potrebbe – il condizionale è d’obbligo – il prossimo allenatore.