Caso Rocchi, il retroscena del Corriere dello Sport: “Se non si fosse autosospeso, sarebbero arrivate le dimissioni”
Il vice Affinito pronto a dimettersi se Rocchi non si fosse fermato. Il messaggio ai "suoi ragazzi" dell'Aia.

Db Milano 11/01/2023 - presentazione introduzione fuorigioco semiautomatico S.A.O.T / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluca Rocchi
Il Corriere dello Sport, a firma di Edmondo Pinna, ricostruisce le ore convulse che hanno portato all’autosospensione di Gianluca Rocchi dalla carica di designatore arbitrale di Serie A e B. E il quadro che ne emerge racconta un Comitato Nazionale dell’Aia attraversato da tensioni fortissime, dove l’autosospensione non è stata affatto una scelta scontata.
Il Comitato Nazionale e il caso Affinito: “Momenti paradossali”
Pinna rivela un retroscena significativo. Se Rocchi non si fosse autosospeso, sarebbero arrivate dimissioni dall’interno. In particolare il vicepresidente Affinito era pronto a dimettersi nel caso in cui il designatore non avesse fatto un passo indietro. Ma non tutti all’interno del Comitato erano d’accordo su questa linea. Pinna descrive quei momenti come “paradossali”: un organismo che non riusciva a trovare una posizione unitaria nemmeno di fronte a un’indagine per frode sportiva.
Alla fine Rocchi ha scelto di autosospendersi con un messaggio ufficiale in cui ha parlato di amore per l’AIA e della necessità di far lavorare il gruppo Can in serenità. Poi ha scritto ai “suoi ragazzi”, gli arbitri: “Date sempre il massimo, io sarò sempre con voi”. Parole che suonano come un arrivederci più che come un addio, coerenti con il tono sfidante del suo “tornerò più forte di prima”.
L’indagine: da Rocchi a Gervasoni, anche Salernitana-Modena nel fascicolo
Pinna ricostruisce anche la cronologia. Rocchi ha ricevuto l’informativa venerdì mattina. L’interrogatorio di garanzia è fissato per il 30 aprile davanti ai pm milanesi. Il designatore si è detto sereno e fiducioso nella magistratura.
Ma non è l’unico indagato. Anche Gervasoni, all’epoca supervisore dei VAR, ha ricevuto l’avviso di garanzia e si è autosospeso. Il Corriere dello Sport aggiunge un dettaglio inedito rispetto a quanto emerso finora: tra i fatti contestati a Gervasoni c’è anche Salernitana-Modena, dove avrebbe sollecitato l’addetto Var Luigi Nasca affinché richiamasse l’arbitro Antonio Giua all’OFR per la concessione di un rigore a favore del Modena. Un episodio che si aggiunge ai tre capi di imputazione già noti per Rocchi: le pressioni sul Var durante Udinese-Parma, la designazione di Colombo per Bologna-Inter e la gestione dell’arbitro Doveri in Coppa Italia.
Un’AIA decapitata nel momento peggiore
Il Corriere dello Sport inquadra il terremoto nel contesto più ampio della crisi dell’Aia. Martedì è attesa la pronuncia sui tredici mesi di squalifica del presidente inibito. Con Rocchi e Gervasoni autosospesi, la struttura arbitrale è di fatto decapitata. Una situazione che il giornalista della Gazzetta Vernazza aveva contestualizzato proprio oggi ricostruendo la storia dei rapporti tra arbitri e potere nel calcio italiano, da Menicucci a Moggi.
Pinna sottolinea anche un elemento che merita attenzione: la notizia dell’indagine è stata data per prima dall’AGI, a firma di Manuela D’Alessandro, cronista di giudiziaria che firmò insieme ad Antonietta Ferrare “L’uomo nero”, il libro-denuncia di Gavillucci, l’arbitro storicamente legato a Zappi. Un dettaglio apparentemente marginale che racconta molto di come certe notizie viaggino nel mondo arbitrale italiano.
L’indagine è appena cominciata, ma il sistema è già in frantumi. Come ha detto ieri il giudice De Gregorio a Repubblica, il calcio italiano non è in grado di rinnovarsi. E ogni nuovo scandalo sembra dargli ragione.