A Bola: “Mourinho è un allenatore con poco potere, lontano dall’autonomia decisionale che lo ha sempre contraddistinto”

Parecchi giovani validi vengono esclusi e Otamendi (a 40 anni) deve rinnovare per non lasciare il club in difficoltà.

mourinho

Cm Torino 21/01/2026 - Champions League / Juventus-Benfica / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Jose' Mourinho

Momento complicato per il Benfica, che fatica a imporsi anche contro avversari sulla carta inferiori. I recenti risultati contro il Casa Pia confermano un ridimensionamento delle ambizioni nel panorama portoghese.

A Bola scrive:

“Quando è arrivato, Mourinho aveva promesso di “mettere un dito” nella squadra, ma nemmeno con il Benfica impegnato una sola volta a settimana, e quindi con più tempo per lavorare, si intravede un minimo di evoluzione. Con il pallone tra i piedi, il gioco è noioso e, ad oggi, dipende da ciò che fa Schjelderup, lo stesso che è rimasto solo grazie a una prestazione straordinaria contro il Real Madrid.

E mentre la nave affonda, con un’altra stagione molto deludente nell’era Rui Costa dopo oltre 100 milioni di euro spesi, Mourinho continua con il suo solito metodo di puntare il dito contro tutto e tutti. Dopo il pareggio con il Casa Pia, l’allenatore ha detto chiaramente che vorrebbe rinunciare ad alcuni giocatori, ma non lo fa perché ‘altri valori si impongono'”.

Mourinho delude

Scrive il quotidiano portoghese:

“Le parole di Mourinho sono, oltre che rilevanti, anche gravi: rivelano un allenatore con poco potere, lui che in passato ha avuto il coraggio di escludere giocatori come Casillas, Pogba, Ricardo Carvalho o Pepe per prendere decisioni che spettavano solo a lui. Questo dovrebbe spingere Rui Costa a reagire, perché i problemi non si risolvono facendo finta che non esistano o con deboli messaggi di protesta sui social. Anche Bruno Lage, nel famoso audio del garage, aveva accennato a questa situazione, pur sostenendo che fosse “tutto fuori contesto”.

Alla fine, chi decide davvero chi gioca e chi no nel Benfica? Esistono interessi superiori a quelli sportivi? Forse questo spiega perché Banjaqui, Gonçalo Oliveira, José Neto o Gonçalo Moreira restano ai margini, Enzo viene adattato a difensore centrale, Sidny Cabral viene acquistato nonostante ci siano già validi giovani in quel ruolo e il rinnovo di Otamendi, ormai vicino ai 40 anni, sia ancora in discussione.

A suo tempo avevo scritto che il ritorno di Rafa sarebbe stato dannoso per il collettivo, e non sorprende che, due mesi dopo, l’attaccante sia tra i principali bersagli delle critiche dell’allenatore. In questa operazione ha guadagnato solo il Besiktas, liberandosi di un contratto pesante. E, sempre per “altri valori”, Sudakov è stato escluso proprio quando iniziava a fare bene”.

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