Altro che impresa Inter, è solo il cupio dissolvi del calcio italiano
Paolo Condò sul Corriere della Sera smonta la Serie A: i nerazzurri passeggiano verso lo scudetto perché le altre si suicidano, il Milan fa le barricate. E noi a Napoli prendiamo schiaffi dal passato aspettando Godot-Conte.

Dc Napoli 18/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Lazio / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Toma Basic
Leggendo il consueto punto sulla Serie A di Paolo Condò sul Corriere della Sera, emerge un quadretto desolante del calcio italiano. L’Inter si appresta a festeggiare uno scudetto vinto per manifesta inferiorità altrui, il Milan offre spettacoli ai limiti del raccapricciante e noi, a Napoli, siamo ridotti ad aspettare l’oracolo in panchina mentre prendiamo schiaffi dal passato.
Condò celebra la reattività dell’Inter di Chivu, capace di segnare 12 gol in tre partite dopo la sosta e di spedire le inseguitrici a -12. Bravi, per carità. Ma più che un monologo epico da paragonare a quello del Napoli di Spalletti, questa cavalcata trionfale sembra la naturale conseguenza del cupio dissolvi generale. I nerazzurri hanno semplicemente ripreso a correre mentre il resto della Serie A decideva di suicidarsi in massa. Più che un’impresa titanica, è la certificazione del vuoto cosmico che li circonda.
Ma il vero capolavoro del ridicolo, giustamente sottolineato da Condò, è il Milan. A Verona i rossoneri hanno messo in scena un autentico pomeriggio di nulla: una fiammata di Leao e Rabiot, poi tutti barricati dietro ad aggrapparsi a Gabbia contro una squadra che ha 48 punti in meno in classifica. Una pochezza tale da spingere un Pallone d’Oro come Modric a esultare per una spazzata in tribuna come se avesse appena vinto la sua sesta Champions League. Una scena a dir poco paradossale. Eppure, c’è ancora chi ha il coraggio di propinarci la stantia tiritera allegriana del “risultato che conta più del bel gioco”, per mascherare quello che è a tutti gli effetti un catenaccio disperato.
E in questo teatrino, il Napoli fa serenamente la figura della comparsa. Offriamo prestazioni spettrali, facendoci prendere a sberle persino dalla Lazio del redivivo Sarri, in un perverso vortice di sadismo nostalgico. Tutto è congelato in attesa del famigerato vertice tra De Laurentiis e Conte (ammesso che si incontrino mai).
Condò chiude pregando i direttori sportivi delle big di non sbagliare l’80% degli acquisti anche il prossimo anno. Noi, nel frattempo, prepariamo i pop-corn: la vera impresa, ormai, è restare svegli davanti a questo campionato.