Al Paris Fc brillano gli italiani, il tecnico: “Ce ne sono più da noi che al Milan e alla Juve”
Immobile, Koleosho e Coppola; nella rosa attuale del Milan ce ne sono quattro (uno in più), in quella bianconera sette. Forse è anche per questo che ai Mondiali non andiamo da dodici anni. Gli italiani scelgono la Ligue 1 per la minore pressione mediatica.

Db Enschede (Olanda) 15/06/2023 - Nations League / Spagna-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Ciro Immobile
“Ci sono più italiani che giocano da noi oggi che in squadre come la Juventus, il Milan e le altre. Ecco perché l’Italia non andrà ai Mondiali“. Queste parole di Antoine Kombouaré, tecnico del Paris Fc, fanno riflettere e non poco. La squadra francese si sta salvando in Ligue 1, ha vinto ieri 3-1 contro il Metz e Ciro Immobile ha fornito un assist.
Ma nel Paris Fc l’ex capitano della Lazio non è l’unico italiano. Ci sono anche Lucas Koleosho e Diego Coppola in rosa; tutti e tre acquistati a gennaio per cercare di salvare il club dalla retrocessione in Ligue 2. E ci stanno riuscendo.
Kombouaré esagera, ma non di molto: al Milan gli italiani sono solo 4
Ovviamente la dichiarazione di Kombouaré è ingigantita. Nel Milan e nella Juventus sono presenti più di tre italiani in rosa, ma non in un numero esageratamente elevato (nei rossoneri sono 4, nei bianconeri 7). Ed è questo che prossimamente dovrà necessariamente cambiare nel calcio italiano affinché si ritorni a competere, con la Nazionale, come vent’anni fa.
Gli stranieri in Serie A sono in aumento, addirittura nel recente match tra Como e Udinese c’era solo un italiano in campo, ovvero Zaniolo, su 22 giocatori.
Perché la Ligue 1 viene preferita alla Serie A
C’è qualcosa che spinge i calciatori del nostro Paese a emigrare in Ligue 1. Immobile, nel post-partita contro il Lione, diede la chiave per capire un po’ come funziona il campionato francese:
“È un campionato duro, contro squadre fisicamente forti che creano sempre difficoltà“.
La Serie A è molto tattica, ogni squadra studia l’avversario al video per ore e c’è una prevalenza della difesa a cinque. In Ligue 1 il gioco è maggiormente verticale, le squadre lasciano più spazi e le transizioni sono più veloci. Il fattore pressione non è da sottovalutare: in Francia a parte Psg, Marsiglia e Lione, le altre squadre vivono con una pressione bassa.
La minore paura di sbagliare porta anche giovani come Koleosho e Coppola a fare esperienza e sapere che se sbaglieranno un’azione non saranno crocifissi. Verratti, ad esempio, al Psg sperimentò molto di più che a Pescara, dove doveva semplicemente smistare il gioco.
Kombouaré esagera sui numeri — tre italiani contro quattro o sette non è esattamente una rivoluzione — ma il punto che solleva è reale. Se un club che lotta per non retrocedere in Ligue 1 compra tre italiani a gennaio e li mette tutti in campo, qualcosa nel sistema si è rotto. Non è il Paris Fc che ha troppi italiani: è la Serie A che ne sta perdendo troppi. E finché il calcio italiano continuerà a preferire stranieri a basso costo e a crocifiggere i giovani al primo errore, Kombouaré avrà ragione. Anche quando esagera.