Addio Ranieri, ha vinto Gasperini: sarà contento il popolo romanista

La guerra dei Roses la chiama il Corsera. Per Zazzaroni i Friedkin sono troppo distanti. Ora Gasp attende la testa di Massara per accogliere a Roma Giuntoli

Roma Gasperini ranieri

Db Bergamo 12/05/2025 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Roma / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Claudio Ranieri-Gian Piero Gasperini

L’addio di Ranieri è la grande vittoria di Gasperini. Che ha ottenuto la testa (metaforica) del suo avversario e ora attende quella di Massara il direttore sportivo. Per portare a Roma Cristiano Giuntoli.

Il Corriere della Sera la definisce la guerra dei Roses:

La Guerra dei Roses dentro Trigoria, dunque, è vinta da Gasperini. Che è entrato in rotta di collisione con Ranieri fin dalla scorsa estate: i due si sono scontrati su ogni tema, dal mercato alla presenza a Trigoria, dallo staff medico ai fisioterapisti fino alla comunicazione, probabilmente anche sulle previsioni meteo ma qui non ci sono certezze. Il crollo della Roma in campionato — nel girone di ritorno gli stessi punti di Lazio e Fiorentina, 22 — ha aggiunto benzina sul fuoco. Nell’incendio rischia di restare coinvolto il ds Ricky Massara, legato a Ranieri: con il club ha un contratto fino al 2028 ma è probabile un suo addio, con Cristiano Giuntoli candidato numero uno per la successione. 

Lo strappo definitivo, ricordiamo, è avvenuto nel prepartita del match contro il Pisa, quando sir Claudio, abbandonato l’aplomb, aveva candidamente ammesso che Gasperini era stato né più né meno che un ripiego. Poi la conferenza e le lacrime del tecnico di Grugliasco e, infine, la decisione dei proprietari.

Il rapporto, comunque, non è mai decollato.

Scrive la Gazzetta:

l rapporto si è deteriorato presto. Perché a Gasp non andava giù la scarsa presenza e il poco supporto di Ranieri e perché al senior advisor non sono mai piaciuti certi suoi comportamenti. E poi l’altro punto di scontro: il progetto. La Roma voleva puntare sui giovani, esattamente come Gasperini. Poi, però, Gasp ha voluto alzare l’asticella strada facendo. Non solo nelle aspettative, ma anche sulla qualità e il livello dei giocatori.

Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni punta il dito contro la gestione tropo distante dei Friedkin:

Mourinho, poi De Rossi e adesso Ranieri. Una leggenda mondiale e due figli di Roma e valori della Roma bruciati nel giro di sei anni. Qualcosa non funziona ancora nella gestione dei Friedkin, una delle più prestigiose e ricche proprietà del calcio. L’assenza, la distanza non funziona, così come in passato non funzionò l’autonomia garantita a termine (fino a che contrasto non ci separi) a manager, avvocati e ds il più delle volte indicati dai cacciatori di teste. Gli americani pagano sempre profumatamente per i loro errori, ma gli effetti si ripercuotono inevitabilmente sui risultati della squadra e sulle professionalità più alte. Ci sono volute addirittura due settimane per chiudere con Ranieri, dopo le dichiarazioni rilasciate a pochi minuti da Roma-Pisa. E sono state due settimane di voci, prese di posizione, divisioni nette, fastidi, incazzature, tormenti, di ho saputo che e invece…

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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