Ultras contro il Var: staccata la spina del monitor, arbitro costretto a decidere “alla cieca”

Nella partita di Serie B tedesca tra Hertha Berlino e Preussen Münster, uno striscione con la scritta “Spegnete il Var”. Nonostante il sabotaggio, la sala Var ha comunque influito sull’esito finale. Una mossa spettacolare, ma di fatto poco efficace.

ultras contro il var

La Germania è sempre stata sinonimo di passione e organizzazione. Ma a volte anche il sistema più solido crolla sotto il peso della follia dei tifosi. Nella partita di Serie B tedesca tra Hertha Berlino e Preussen Münster, gli ultras di casa hanno deciso di portare la protesta a un livello mai visto: sabotare il monitor del Var.

Ultras contro il Var

Già prima del fischio d’inizio, i supporter avevano chiaro il loro obiettivo. Tra striscioni provocatori e urla rabbiose, due incappucciati hanno trovato il modo di staccare fisicamente la spina del monitor, rendendo impossibile ogni controllo visivo delle azioni da parte dell’arbitro. “Spegnete il Var”, recitava lo striscione: chiaro, diretto e provocatorio.

Il problema è che la tecnologia, pur ostacolata, ha continuato a fare il suo lavoro. L’arbitro, costretto a prendere decisioni “alla cieca”, ha comunque assegnato un rigore all’Hertha, consultandosi via auricolare con la sala Var. Il sabotaggio dei tifosi, per quanto spettacolare, si è rivelato inutile. Il caos, però, era servito.

Questa scena solleva due riflessioni amare:

  1.  fino a che punto i tifosi possono trasformare il gioco in un teatrino di protesta, rischiando sicurezza e regolarità?
  2.  il Var, pur criticato e accusato di rallentare il gioco, resta uno strumento fondamentale, e provare a sabotarlo è solo un gesto teatrale, inutile e potenzialmente pericoloso.

Sabotare la tecnologia non cambierà il risultato delle partite: l’arbitro può anche non vedere, la decisione finale resta nelle sue mani, supportata dalla sala Var. Gli ultras hanno giocato la loro partita, ma alla fine hanno perso sul campo della realtà.

E se il Var fa discutere, il problema non è lo strumento: è chi pensa di poterlo piegare ai propri capricci.

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