Tutti odiano il Var: il Telegraph ci spiega come rendere il calcio più veloce e spettacolare

Vietare contatti prolungati, un solo uomo oltre il portiere sui corner e 10 secondi per calci piazzati. L’obiettivo: più ritmo, emozione e semplicità nel gioco.

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Italian referee Maurizio Mariani checks the checks the Video Assistant Referee (VAR) prior to grant a penalty to Napoli during the Italian Serie A football match between AC Milan and Napoli on September 18, 2022 at the San Siro stadium in Milan. (Photo by MIGUEL MEDINA / AFP)

Ritardi continui del Var, sempre più perdite di tempo, gol su calci piazzati a livelli record… sono solo alcune delle criticità che affliggono il calcio moderno. Qui gli editorialisti del Telegraph Sport propongono le loro soluzioni.

Niente mani tra i giocatori

C’è un cambiamento molto semplice nelle regole del calcio che farebbe una grande differenza: vietare ai giocatori di mettersi le mani addosso. Non potranno più afferrare, trattenere o poggiare il braccio su un avversario. Il contatto accidentale durante il gioco, come quando si va di testa e serve usare il braccio per equilibrio, sarà permesso solo se breve e limitato alla durata dell’azione sul pallone. Ogni contatto prolungato sarà punibile.

Solo un giocatore oltre il portiere in area sui corner

Consentire solo a un giocatore per squadra, oltre al portiere, di trovarsi nei sei metri durante i corner, per evitare gli assurdi “mucchi” nell’area piccola.

Regola dei 10 secondi sui calci da fermo

Una regola di buon senso: massimo 10 secondi per battere calcio d’angolo, rimessa laterale o rinvio dalla porta; se non viene rispettato, il possesso va assegnato all’avversario in una delle due zone segnate a 25 metri dalla porta.

Passaggi a se stessi su calci piazzati

I giocatori potrebbero passare a se stessi su rimessa laterale, calcio d’angolo e punizioni, per favorire più creatività e limitare i “bombardamenti aerei” ripetitivi.

Limite di 90 secondi per il Var

Se un episodio non risulta “chiaro e evidente” entro 90 secondi, allora non è chiaro ed evidente e l’azione va lasciata com’è.

Ridimensionare il Var

Non si vuole eliminare il Var, ma limitarlo al suo scopo originale: evitare errori chiari e ovvi. Decisioni che sono chiare e ovvie non richiedono minuti di replay da diversi angoli. Falli, mani, e fuorigioco al millimetro non dovrebbero richiedere analisi complesse. L’idea del “clear daylight” di Arsène Wenger è la più convincente: se vediamo uno spazio tra l’ultimo difensore e l’attaccante, è fuorigioco. Non servono linee. I tifosi vedrebbero subito, e gli assistenti arbitri alzando la bandierina saprebbero che è giusto.

Togliere del tutto il Var

Da ragazzi, il massimo dell’adrenalina era vedere il gol al 90º minuto e festeggiare. Togliere quell’emozione è scandaloso e fa pensare che persone che non conoscono il gioco lo abbiano preso in mano. Semi-automatismi per i fuorigioco possono restare, ma il Var deve sparire, o rischiamo di perdere nuove generazioni di tifosi.

Limite sui corner

Nulla è più frustrante del tempo perso per battere un calcio d’angolo, spesso per colpa dell’arbitro che interrompe per ammonire i giocatori. I giocatori si tratterranno comunque, ma è compito dell’arbitro punire i falli senza bloccare il gioco.

Ridurre i cambi

Bisognerebbe tornare al massimo di tre sostituzioni per squadra. L’ultimo quarto d’ora delle partite è spesso frammentato da cambi multipli, togliendo ritmo e favorendo squadre con rose più profonde. Cinque cambi per squadra rendono difficile anche seguire la partita e complicherebbero il lavoro dei giornalisti.

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