Open Var non serve a niente, gli arbitri si ribellano alle pagelle tv. Basta audio, l’anno prossimo non ci sarà più
L'operazione trasparenza è miseramente fallita. Scrive La Stampa: "Produce sovraesposizione e alimenta insicurezza. L'orientamento di Figc e Aia (arbitri) è di non proseguire"

Db Milano 30/01/2011 - campionato di calcio serie A / Inter-Palermo / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: logo Associazione Italiana Arbitri
Open Var non serve a niente, gli arbitri si ribellano alle pagelle tv. Basta audio, l’anno prossimo non ci sarà più
La Stampa, con Stefano Scacchi, riporta i mal di pancia del mondo arbitrale nei confronti di Open Var la trasmissione di Dazn in cui Rocchi dà i voti agli arbitraggi della settimana. Non diciamo una gogna ma certamente un rimprovero in piazza che alimenta ulteriori tensioni. È molto probabile che la trasmissione l’anno prossimo non ci sarà. L’operazione trasparenza è miseramente fallita.
Scrive La Stampa:
Qualche club inizia a pensare che sia soprattutto una fonte di confusione anziché di chiarimento. Figc e Aia stanno riflettendo. Una parte dei vertici arbitrali non ha dubbi: deve andare in archivio. Questa potrebbe essere l’ultima stagione di Open Var, la trasmissione di Dazn che ogni settimana ospita protagonisti del mondo arbitrale chiamati ad analizzare senza troppi filtri gli episodi discussi della giornata di campionato, con la messa in onda degli audio tra Var a Lissone e arbitri sul campo.
Quella in corso è la terza annata del programma che ha trasformato gli arbitri nella componente del calcio italiano chiamata più di tutte ad ammettere pubblicamente i propri sbagli. Non è detto che ci sarà una quarta stagione. La sensazione sempre più diffusa tra gli addetti ai lavori è che questa sovraesposizione possa essere controproducente con la conseguenza di alimentare l’insicurezza degli arbitri, finendo quindi per favorire gli errori anziché ridurli. Per questo Figc e Aia stanno ragionando sull’opportunità di proseguire con Open Var anche nella prossima annata. «Non serve a niente», pensano alcuni dirigenti di club.
Tocca a Figc e Aia prendere la decisione finale.











