La Liga porta in tribunale Cloudflare per furto di proprietà intellettuale, minacce e ostruzione alla giustizia (insomma: il pezzotto)

Si tratta di un processo penale, e dopo il caso diplomatico molto simile in Italia, si tratta di una escalation giudiziaria non da poco

serie a Pezzotto

Dopo il caso (persino diplomatico) in Italia, Cloudflare e il suo Ceo Matthew Prince finiscono a processo in Spagna per colpa del pezzotto. La Liga e Telefónica (che detiene i diritti tv in Spagna del campionato) “sono riuscite – scrive As – a far sì che il Tribunale Istruttorio Numero 50 di Madrid accogliesse una denuncia penale” contro il colosso americano, un servizio cloud che funge da scudo digitale per i siti web che distribuiscono contenuti illegali, non solo sportivi. Dovranno comparire in tribunale il 7 aprile per rispondere delle accuse di furto aggravato di proprietà intellettuale, minacce e ostruzione alla giustizia.

“Si tratta di una convocazione molto importante, poiché Cloudflare è attualmente il principale nemico dei club e dell’industria nei loro sforzi per fermare la distribuzione illegale di contenuti audiovisivi. Si stima che questo reato costi loro 859 milioni di euro all’anno“.

E’ la prima volta che Cloudflare dovrà rispondere in tribunale, dopo aver ignorato altre sentenze giudiziarie. Ed è la prima volta che un intermediario tecnologico viene portato in giudizio.

La società americana, continua As, “ospita il 38% dei segnali illegali utilizzati per trasmettere le partite della Liga. E la sua collaborazione, come richiesto da altre sentenze giudiziarie, è stata inesistente. Ecco perché l’organo di governo della Liga e Telefónica hanno intrapreso un’azione legale diretta contro questa società di hosting”.

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