Caso San Siro, il sindaco Sala: “Interlocuzioni coi club sono fisiologiche. Abbiamo agito in buona fede”
Sul sito del comune di Milano: "Non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini"

Db Milano 08/03/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Stadio San Siro
Turbativa d’asta: questa è l’accusa che i magistrati di Milano rivolgono a nove indagati relativamente alla (s)vendita di San Siro. Dalle stanze del Comune meneghino arriva la nota di Beppe Sala, sindaco di Milano.
Caso San Siro, la nota di Sala
Si legge sul sito del Comune di Milano:
“Al momento non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Inoltre va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche. Detto ciò, attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano. Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico”.









