A Zenica c’è lo stadio della Bosnia che terrorizza chi ha già paura
15.000 posti, niente pista d'atletica né barriere tra campo e spalti. Ogni rumore amplificato. Il manto erboso pesantuccio. Lì, martedì, verranno accolti Dimarco e compagni

Supporters of Bosnia and Herzegovina's burn flares as they stand in the tribunes during the 2026 World Cup qualifiers Europe zone group H football match between Bosnia and Herzegovina and Austria at the Bilino Polje stadium in Zenica on September 9, 2025. ELVIS BARUKCIC / AFP
Spauracchio, bau‑bau, boogeyman, uomo nero e il napoletanissimo mammone: tutti insieme non riuscirebbero a suscitare lo stesso terrore che Zenica sta suscitando negli italiani. Zenica, o meglio lo stadio Bilino Polje, sarà il teatro — auspicabilmente dei sogni — in cui si giocherà Bosnia‑Italia, finale valida per l’accesso ai Mondiali. Tra noi e la competizione iridata c’è solo un complesso di 15.000 posti con una mini copertura rossa che è un pugno nell’occhio. Minimal, senza troppe pretese, è uno stadio che profuma di quella vecchia e nostalgica provincia tanto cara agli italiani. Solo che, ecco, da ieri assomiglia più che altro a un’arena di gladiatori. I leoni? Sugli spalti.
Ma perché questo stadio, a cui nulla chiedere, gode di questa fama? Semplice: non solo le dimensioni contano, ma quanto fervore ci metti a farle sembrare più grandi di quello che sono (occhiolino). I bosniaci, già carichi a palla, ce la metteranno tutta.
Zenica, uno stadio che incute timore
15.000 posti, come detto, niente pista d’atletica né barriere tra campo e spalti e, di conseguenza, la conformazione dell’impianto tenderà ad amplificare ogni singolo rumore. Le orecchie dei nostri percepiranno il doppio dei fischi. Il manto erboso? Bello pesantuccio, “per veri macho”.
Insomma, non sarà una passeggiata.
I fattori psicologici
Poi, ovviamente, mettiamoci che il peso specifico del pallone nei piedi dei nostri sarà di una tonnellata a voler star leggeri, in quanto l’onta di un terzo Mondiale di fila saltato non sarebbe quantificabile. Le gambe, in queste situazioni, si caricano se hai un certo tipo di carattere, altrimenti nisba: ti remano contro. Chi dei nostri potrebbe avere la caratura e la tempra per trascinare l’Italia? Forse Gattuso e Buffon, peccato però che difficilmente siano arruolabili.
Ora ci si è messa anche l’esultanza di Dimarco e company. L’atmosfera era già tesa abbastanza.
Spauracchio, bau‑bau, boogeyman, uomo nero, il napoletanissimo mammone e Zenica hanno qualcosa in comune: parafrasando i Metallica, sono più nella testa dei nostri che nei fattori esterni. Se ti fai prendere dal terrore della non qualificazione, Zenica ti risucchia. Sarà in primis una battaglia contro noi stessi e la nostra pulsione di morte. Speriamo di vincerla.











