Un minuto di stop per i giocatori in caso di infortunio in campo. La proposta della Fifa per limitare le simulazioni
Una soluzione già introdotta in Premier dove i calciatori devono attendere 30 secondi prima di rientrare, ma che rischia di penalizzare i veri infortunati

Ar Udine 14/04/2024 - campionato di calcio Serie A / Udinese-Roma / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: infortunio Evan N'Dicka
Lo stop alle simulazioni trova una nuova frontiera. La Fifa vuole introdurre una nuova regola per limitare le simulazioni di infortunio e le interruzioni strategiche del gioco. Un calciatore che riceve cure mediche in campo dovrà restare fuori per almeno un minuto prima di poter rientrare. La proposta sarà discussa sabato in Galles durante l’assemblea annuale dell’International Football Association Board (Ifab), l’organo che decide le modifiche alle Regole del Gioco.
Ad oggi non esiste alcune regola che gestisce questa casistica, ma viene lasciata all’arbitro la facoltà di decidere quando far rientrare un calciatore in campo. In passato sono state già sperimentate alcune soluzioni, ad esempio in Premier dalla stagione 2023-24 si prevedono circa 30 secondi di attesa per il rientro in campo.
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È facile capire quali potrebbero essere le conseguenze di un tale protocollo e i motivi che spingerebbero per adottarlo. Abbattere, ridurre al minimo, simulazioni e comportamenti anti-sportivi. Quindi quelle scene che ormai si vedono in ogni frangente di una partita – giocatori appena sfiorati che si rotolano, manate sul petto che provocano mani sul viso –, che anche recentemente erano state sottolineate dal designatore del Can A e B Gianluca Rocchi e che soprattutto ha voluto far emergere Pierluigi Collina, capo degli arbitri della Fifa.
Di contro però potrebbe accadere che nel minuti di assenza di un calciatore una squadra subisca gol essendo in inferiorità numerica e questo potrebbe essere un danno, soprattutto nel caso in cui l’infortunio sia reale.
Come spesso accade dunque la difficoltà sta nel creare una regola che possa tutelare lo svolgimento del gioco, ma anche i casi di reale infortunio di un calciatore.











