Milano-Cortina, le prime Olimpiadi senza preservativi: la Sueddeutsche Zeitung si preoccupa

A Sydney ne distribuirono 70.000 e si esaurirono a metà dei Giochi. In Brasile 450.000, ogni atleta ne aveva a disposizione 40. A Milano niente

Preservativi Olimpiadi

In this picture taken on January 25, 2018, employees of Japanese condom maker Sagami Rubber Industries perform quality tests for randomly picked condoms at the company's testing facility in Atsugi, Kanagawa prefecture. With a little over two years until Tokyo hosts the 2020 Olympic Games, organisers are ramping up preparations, and so are local condom makers hoping to showcase their world-record ultra-thin products. Behrouz MEHRI / AFP

I preservativi sono distribuiti agli atleti appena giunti nel Villaggio sin dalle Olimpiadi di Seul nel 1988. La distribuzione è comunicata con un tono simile a quello della consegna delle medaglie. Ma a Milano sembra che questo annuncio non ci sia ancora stato. Gli atleti saranno adeguatamente riforniti? La domanda se la pone Sueddeutsche Zeitung. Il Cio, per molti l’epitome del lato oscuro del potere, nella sua depravazione morale ha perso interesse anche per l’amore sicuro?

“Solo due anni fa, durante i Giochi in Francia, molti media avevano pubblicato titoli pieni di speranza: “Parigi rilancia una vecchia tradizione con 300.000 preservativi gratuiti”. Scherzi a parte, si tratta in realtà di una questione seria che non può essere affrontata adeguatamente con allusioni audaci come quelle che si trovano sulle confezioni di falsi preservativi olimpici che circolano online (“Le Olimpiadi si svolgono solo una volta ogni quattro anni. Tu no”). Trentotto anni fa, ai Giochi estivi di Seul, i prodotti in lattice gratuiti furono distribuiti per la prima volta con le migliori intenzioni di prevenzione, e da allora sono stati tenuti registri meticolosi. Il problema: la domanda era difficile da prevedere in anticipo, il che a quanto pare ha portato ad alcuni errori di calcolo”.

“A Sydney, i 70.000 preservativi iniziali si sarebbero esauriti a metà dei Giochi, costringendo a un frettoloso riordino di 20.000 unità. Il Cio ha inondato il Villaggio Olimpico di rio de Janeiro con 450.000 preservativi. Forse, tuttavia, alcuni rappresentanti commerciali del CIO hanno semplicemente dato libero sfogo alla loro immaginazione sentendo le parole Brasile, sole e spiaggia. In media, ogni atleta ha ricevuto circa 40 preservativi. Considerando che gli atleti alle Olimpiadi devono dormire, mangiare, allenarsi, gareggiare, viaggiare, partecipare a eventi mediatici e sponsorizzati, sottoporsi a test antidoping e molto altro, la domanda sorge spontanea: quando mai troveranno il tempo di usare 40 preservativi? A Milano ancora nessuna novità…. Non è un buon segno”.

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