La guerra dei Rossi: Valentino e papà Graziano in tribunale per soldi spariti da un conto
La leggenda della MotoGp accusa la compagna di Graziano di aver sottratto al padre quasi 200.000 euro: c'è in ballo anche una denuncia penale

Jerez de la Frontera 28/04/2024 - gara Motogp / foto Panoramic/Image Sport nella foto: Valentino Rossi ONLY ITALY
La guerra è cominciata in silenzio, tra perizie mediche e carte bollate, ed è finita sotto i riflettori con una denuncia penale. Al centro, un rapporto padre-figlio che per decenni è stato granitico e oggi passa dai tribunali di Pesaro. Protagonisti: Valentino Rossi e suo padre Graziano. La guerra dei Rossi, insomma. per una questione di soldi. Ne scrive il Resto del Carlino.
La storia è questa: nel 2024 è Valentino a muovere il primo passo, chiedendo e ottenendo la nomina ad amministratore di sostegno del padre. Una decisione basata su una perizia di parte che descrive Graziano come fragile e in difficoltà nella gestione della propria vita quotidiana, pur lasciandogli la patente e la possibilità di correre ancora nei rally.
Dodici mesi dopo lo scenario cambia. Nel marzo del 2025 Graziano chiede di essere liberato da quel controllo legale. La risposta del figlio è un no secco, senza soluzioni alternative. Il padre allora va fino in fondo e si rivolge al tribunale. Il 4 marzo il giudice Davide Storti gli dà ragione: Graziano Rossi ha “piena capacità di intendere e di volere”. L’amministrazione di sostegno viene revocata. Il decreto non viene impugnato, ma la vicenda non si chiude. Anzi, sale di livello.
Valentino passa al contrattacco e porta la battaglia sul piano penale. La denuncia è per circonvenzione d’incapace e riguarda l’attuale compagna del padre, una donna di 54 anni, impiegata in un ufficio pubblico. Secondo l’accusa, nell’arco di dodici anni sarebbero usciti dai conti di Graziano circa 176mila euro, di cui 100mila indicati come prestito, più altri 34mila in contanti. La Procura di Pesaro apre il fascicolo. Il pm Irene Lilliu chiama una serie di specialisti di primo piano: prima il professor Stracciari di Bologna, affiancato dallo psicologo Sarmorì, poi – in incidente probatorio – il professor Ariatti, spiega il Carlino. L’obiettivo è capire se Graziano fosse realmente incapace di gestire sé stesso e il proprio patrimonio, oppure pienamente lucido e libero di disporre del suo denaro. La risposta, ancora una volta, va nella stessa direzione già tracciata in sede civile. Il perito nominato dal gip conclude che Graziano non ha bisogno di alcun amministratore di sostegno: è anziano, con gli acciacchi dell’età, ma consapevole e autonomo.
La Guardia di Finanza intanto è impegnata a ricostruire spese, prelievi e flussi di denaro dai conti di Graziano verso la compagna. Un epilogo amaro per un rapporto che per anni è stato tutt’altro. Graziano Rossi è stato una presenza costante nella carriera del figlio, l’uomo dell’ombra nei tempi dei titoli mondiali e dei trionfi in MotoGP.










