Il calcio indiano sta morendo: stop ai campionati, rivolta di arbitri e giocatori. Anche il Manchester City smobilita

Gli investitori spaventati dal disinvestimento del City Football Group che abbandonano il Mumbai. Gli arbitri chiedono le spettanze, i calciatori esteri hanno lasciato il Paese. (Guardian)

India

PARIS, FRANCE - JULY 26: Team India are seen on a boat along the River Seine during the opening ceremony of the Olympic Games Paris 2024 on July 26, 2024 in Paris, France. (Photo by Steph Chambers / POOL / AFP)

Terremoto nel calcio in India. L’uscita dal Mumbay City del City Football Group, il gruppo che controlla 13 club nel mondo, tra i quali Manchester City, Girona, Melbourne e Palermo, ha fatto precipitare nel caos l’intero movimento. I campionati sono fermi, i club sono in difficoltà e gli investitori in fuga. Il messaggio che sta dilagando è chiaro: se persino uno dei più potenti gruppi calcistici al mondo ha deciso di andarsene, significa che nel sistema del calcio indiano qualcosa non funziona in modo profondo e strutturale. Ne scrive Il Guardian.

La stagione 2025-26 della Indian Super League avrebbe dovuto iniziare a settembre ma non è mai partita, a causa della scadenza di un accordo quinquennale sui diritti tra la Federazione calcistica indiana e il suo partner commerciale, senza che fosse trovato un nuovo accordo. In un incontro a Delhi è stata indicata come possibile data di inizio il 14 febbraio, sei settimane dopo l’ultima partita giocata dal Mumbai City, ma restano forti dubbi sulla reale ripartenza.

In India le società sono ferme

Il danno, intanto, è già evidente. Gli arbitri hanno avvertito la Federazione della necessità di tornare a percepire compensi, molti giocatori stranieri sono rientrati nei rispettivi Paesi e all’inizio dell’anno i calciatori hanno lanciato appelli pubblici affinché si trovasse una soluzione. L’attore di Bollywood e proprietario del Northeast United, John Abraham, ha parlato apertamente di vergogna, chiedendo persino un intervento della Fifa. Anche Ravi Puskur, proprietario del Goa Fc, si è detto disperato, al punto da sospendere le attività della prima squadra. Secondo Puskur, l’uscita del City Football Group è una dura accusa ai fallimenti dell’attuale gestione del calcio indiano, aggravata dalla predominanza del cricket, che rende difficile attrarre investitori credibili e di lungo periodo.

Scrive ancora il Guardian:

Il City Football Group ha giustificato la cessione delle quote del Mumbay city (il 65% della proprietà), con una revisione commerciale legata all’incertezza sul futuro della Super League in India. La perdita del City Football Group non è solo economica. Viene meno un patrimonio di competenze, relazioni e buone pratiche globali. Per molti dirigenti si tratta di una macchia pesante per la governance del calcio indiano, che dovrebbe spingere a una profonda riflessione piuttosto che a un’accettazione silenziosa dello status quo.

Il club potrebbe trovare nuovi proprietari, certo, ma perde di forza a livello di brand e di attrattività internazionale.

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