Coppa d’Africa, Brahim Diaz l’ha sbagliato apposta il rigore della discordia? Di certo ha evitato una sommossa
Succede di tutto. Il Senegal abbandona il campo per il rigore concesso al Marocco. Si sfiora l'invasione. Scontri con la polizia. Si riprende, Brahim sbaglia. Vince il Senegal. Il ct del Marocco: «Abbiamo dato un'immagine vergognosa dell’Africa»

Senegal football supporters celebrate at the Place du Souvenir Africain in Dakar on January 18, 2026 after Senegal won the Africa Cup of Nations (CAN) final football match between Senegal and Morocco played in Rabat, Morocco. Nicolas REMENE / AFP
E se Brahim Diaz l’avesse fatto apposta? Quello che sembrava destinato a essere il miglior calciatore di questa Coppa d’Africa e anche capocannoniere ha vissuto uno di quei momenti che rimarranno impressi nella storia del calcio. Ha sbagliato, e anche clamorosamente il rigore che, al 99′, avrebbe potuto regalare al Marocco la finale di Coppa. Rigore che aveva provocato l’uscita dal campo del Senegal. Se n’erano andati i calciatori, per protesta. Sugli spalti, i tifosi erano pronti a scatenare di tutto. In questo clima, dopo quasi mezz’ora di attesa. Brahim è andato sul dischetto. Ha fatto partire il più soffio dei cucchiai. Mentre il portiere se ne stava fermo ad aspettare il pallone. Da quel momento la partita è cambiata ed il Senegal ha vinto la Coppa d’Africa nei supplementari con la rete di Pape Gueye. Nessuno dei calciatori el Senegal ha esultato, come se sapessero prima dell’errore.
Senegal fans were ready to storm the pitch before Brahim Diaz missed the penalty pic.twitter.com/R9AbTwy2MX
— Iconic (@IconicDuloh) January 18, 2026
El Mundo scrive
La finale si è incendiata in modo esplosivo per due decisioni arbitrali tanto controverse da spingere il Senegal a rientrare negli spogliatoi. Prima un gol annullato per un fallo precedente di Seck su Hakimi, segnalato dal direttore di gara congolese Ngambo in modo un po’ esagerato. Poi Brahim è caduto in area per una trattenuta di Diouf che non sembrava evidente, nemmeno per l’arbitro. Finché non ha rivisto l’azione al Var e ha indicato il dischetto. Una decisione che serviva su un piatto d’argento al Marocco l’occasione di vincere la Coppa d’Africa e che ha fatto esplodere la panchina del Senegal. Pape Thiaw ha ordinato ai suoi di lasciare il campo.
La Federazione del Senegal aveva già denunciato in un comunicato quelle che considerava manovre torbide del Marocco: mancanza di sicurezza per i propri giocatori, hotel di livello inferiore, ostacoli nell’assegnazione dei campi di allenamento a Rabat… e il rigore è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Al 90’+9, dopo discussioni con l’arbitro e tra le panchine, solo Mané è rimasto in campo, chiedendo ai compagni di tornare.
Come se fosse l’unico a credere che il portiere del Chelsea potesse parare quel rigore e tenerli in vita. Brahim, che aveva creato quella chance storica, ha chiesto il pallone a En-Nesyri. Davanti al portiere del Chelsea e con tutto il Marocco col fiato sospeso, ha tentato una Panenka che Mendy ha bloccato senza difficoltà. Dalla gloria all’inferno. Il Marocco è rimasto talmente stordito da non riuscire più a rialzarsi. Il peso di portare sulle spalle il sogno di un intero Paese che aspettava da 50 anni di tornare a vincere una Coppa d’Africa si è fatto sentire. Ed è scoppiato il finimondo.
Le Parisien:
Le intemperanze del pubblico senegalese dopo la decisione di Jean-Jacques Ndala Ngambo di concedere un rigore al Marocco allo scadere hanno infatti fatto precipitare la finale in un’altra dimensione: quella dello sgomento e della violenza, con una parte dei tifosi dei Leoni della Teranga che non solo gridava all’ingiustizia, ma si abbandonava a atti di violenza inauditi contro gli steward che cercavano di impedire l’invasione di campo. Eccessi colpevoli che, invece di calmare la squadra di Pape Thiaw in campo, hanno portato il ct a chiedere ai suoi giocatori di lasciare il terreno di gioco per protesta.
“L’immagine che abbiamo dato dell’Africa è vergognosa”, le parole dell’allenatore del Marocco Walid Regragui. “Un allenatore che chiede ai suoi giocatori di ritirarsi… Quello che ha fatto Pape non è elegante. Aveva già iniziato in conferenza. Ora è campione d’Africa, può dire quello che vuole”. Un comportamento sul quale il ct senegalese ha poi fatto ammenda più tardi nella serata, presentando le sue “scuse al calcio” e riconoscendo di aver reagito a caldo. “Non avremmo dovuto farlo”, ha concluso. “Accettiamo gli errori arbitrali, possono capitare”. Scuse tardive, arrivate solo dopo che la serata aveva preso un’altra piega inattesa in conferenza stampa. Le provocazioni, diffuse anche in tribuna stampa durante la partita, sono proseguite all’arrivo di Pape Thiaw in sala stampa, accolto dagli applausi di una parte del pubblico e dai fischi di un’altra.
È salita talmente la tensione che la conferenza stampa è stata annullata.
Una decisione che ha fatto infuriare ulteriormente una parte della stampa senegalese, indignata per l’incapacità della Coppa d’Africa di garantire il corretto svolgimento di quanto previsto e di permettere al vincitore di rispondere alle domande. L’epilogo di una serata destinata a restare nella memoria, e non solo per le buone ragioni.











