Il Var ha violentato il calcio e il suo spirito agonistico, meno male che doveva riportare giustizia (Damascelli)
Sul Giornale. "La tesi comune del mondo del calcio è che serva introdurre ex calciatori. Anche Platini si era battuto per questo, poi è stato fatto fuori per le sue idee"

Db Torino 19/01/2023 - Coppa Italia / Juventus-Monza / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: cartellino giallo
Damascelli con la sua sagace opinione scrive sul Giornale di Var e di arbitri. Anche ieri, dopo Open Var, ci sono state altre polemiche su decisioni arbitrali controverse. E questo ormai non succede più solo in Italia. C’è chi paventa l’utilizzo strumentale di alcuni ex calciatori come giudici di certe dinamiche.
Ormai si parla solo di Var, Capello e Platini vorrebbero affidarlo a degli ex calciatori (Damascelli)
Si legge così sul quotidiano a firma Damascelli:
“Non c’è posto al mondo, anche nei peggiori bar di Caracas, dove non si discuta di football e soprattutto di arbitri e di Var. Si moltiplicano i casi contestati. La video assistenza, introdotta per riportare giustizia (!?) nel gioco e agevolare la direzione di gara, ha invece aggiunto polemiche, illazioni e insinuazioni, violentando lo spirito agonistico di questo sport. […] Fabio Capello non usa compromessi, non traccheggia a centrocampo, va diritto all’obiettivo, lo ha fatto dialogando con Carlos Carpio di Marca. […] «gli arbitri sono una mafia. Non vogliono utilizzare ex calciatori per il Var, giocatori che conoscono i dettagli del football, i movimenti che un calciatore fa per fermarsi, per aiutarsi…E molte volte gli arbitri prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti.» […]
Chiaro, chiarissimo. È la tesi comune nel mondo del calcio, è il comune sentire, quasi lo stesso linguaggio, in tutti i campionati, di giocatori, allenatori, presidenti, è la battaglia che Michel Platini ha sostenuto da sempre, scontrandosi con il Palazzo che, nel timore certo di una sua scalata al vertice, lo ha fatto fuori. […] Fulvio Collovati, da difensore campione del mondo, ha parole nette: «Sono mesi che che sostengo questa tesi, concordo dunque con quello che dice Fabio Capello, soltanto chi ha giocato a calcio ad un certo livello ha la percezione di quello che è un fallo di gioco, una spinta, un tackle, una simulazione, quello che accade in campo non può essere rivisto al rallentatore, da remoto, in modo freddo.»”











