Guida non arbitra il Napoli ma arbitra le partite delle squadre in lotta col Napoli per lo scudetto. È l’Italia

La Verità: “era il designato per la finale di Supercoppa ma c'è il Napoli e non può. Però poi, in un campionato incerto che si combatte punto a punto, arbitra le sue rivali per lo scudetto”

l'arbitro Guida

Mg Bergamo 30/10/2021 - campionato di calcio serie A / Atalanta-Lazio / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Marco Guida

Guida non arbitra il Napoli ma arbitra le partite delle squadre in lotta col Napoli per lo scudetto?

Il quotidiano La Verità (diretto da Maurizio Belpietro) con Giorgio Gandola scrive dell’arbitro Marco Guida – di Pompei – balzato agli onori delle cronache per aver detto che non avrebbe diretto le partite del Napoli per continuare a condurre una vita tranquilla. Dichiarazioni poi in parte smentite ma il succo è rimasto. Anche perché scrive La Verità che sarebbe dovuto essere lui l’arbitro della finale di Supercoppa di lunedì sera ma poiché a giocarla sarà il Napoli, allora al suo posto è stato chiaro il fischietto Colombo. Gandola si chiede: ma se non arbitra il Napoli, perché arbitra le squadre che si contendono lo scudetto con la squadra di Conte? Ci furono già polemiche quando fu designato come Var per Inter-Lazio che infatti scatenò polemiche infinite per il rigore (che decise il campionato) assegnato alla Lazio nel finale. 

Ecco cosa scrive Gandola su La Verità:

Marco Guida, l’arbitro di Pompei, era il prescelto dai vertici dell’Aia per dirigere la finale di Supercoppa italiana a Ryad lunedì sera, con una postilla surreale: se non ci sarà il Napoli. In caso contrario (quindi nel mondo reale visto che gli azzurri di Antonio Conte hanno liquidato il Milan in semifinale) lui resta a casa e si scalda Andrea Colombo. Tutto questo perché tempo fa Guida chiese distare lontano dalle partite dei campioni d’Italia «per salvaguardare la famiglia». Motivazione ufficiale: «La mattina devo andare a prendere i miei figli a scuola e voglio stare tranquillo».

Una scelta personale che il designatore Gianluca Rocchi ha accettato senza battere ciglio. Il timore è legittimo ma la vicenda è pazzesca: si tratta
del primo caso di ricusazione palese di una squadra da parte di un arbitro. Il problema non sta nella gentilezza del venire incontro a un timore,
ma nel condizionamento indotto a tutto il campionato, visto che Guida continua allegramente a fischiare o non fischiare rigori, a decidere o non decidere ammonizioni nelle partite dei club in lotta per lo scudetto, punto a punto proprio contro il Napoli. Poiché la stagione sembra avviata a una lunga, affascinante ed estenuante volata a quattro o a cinque (anche Milan, Inter, Roma, Juventus coinvolte) è molto probabile che la stranezza venga trasformata in aberrazione procedurale. I soliti sospetti? Se ci sono, è proprio la casta arbitrale ad alimentarli prima ancora delle curve. 

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