Ha solo otto anni ed è già sotto i riflettori. Un bambino brasiliano ha fatto la storia della Nike

I grandi marchi ora cercano di accaparrarsi i talenti fin da bambini. O Globo ci racconta la storia di Nathanzinho, piccolo talento del Flamengo.

pallone mio figlio è un brocco nike

Db Johannesburg (Sud Africa) 05/07/2010 - stock mondiali Sud Africa 2010 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: bambini giocano a calcio a Soweto

Un giovane con un futuro sicuramente promettente: a soli 8 anni Nathanzinho firma un contratto con la Nike. Senza dubbio può sembrare un sogno, ma non rischia di tradursi in eccessive pressioni sulla sua crescita e sulle sue performance?

Crescere sotto i riflettori e con grandi aspettative può essere emozionante, ma anche stressante. È importante che il bambino continui a divertirsi giocando e imparando, così da trasformare il suo talento in successo senza danneggiare il suo benessere.

Firmare contratti con grandi marchi come la Nike a soli 8 anni non è solo un riconoscimento del talento, ma anche una strategia per assicurarsi il “prodotto” prima che diventi famoso, con il rischio che l’interesse commerciale possa trasformare la passione per il gioco in una pressione costante per performance e visibilità.

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A soli 8 anni firma già con la Nike

O Globo racconta il traguardo così: “Il nome Nathanzinho può ancora suonare sconosciuto per la maggior parte dei tifosi, ma al Flamengo sta già attirando attenzione. All’età di 8 anni, l’attaccante in erba è diventato il giocatore più giovane della storia del club a firmare con un marchio sportivo, siglando un contratto con la Nike.

La gigante statunitense ha deciso di puntare presto sul talento del ragazzo, che si sta distinguendo nelle categorie giovanili dei rossoneri. Nel 2024, Nathanzinho è stato campione e capocannoniere del Campionato Carioca Under-8, segnando 18 gol. Ha brillato anche all’Ibercup di Rio de Janeiro, dove ha realizzato 11 reti e ha ricevuto la migliore valutazione tecnica tra tutti i partecipanti. 

L’accordo è visto come una mossa strategica della Nike per garantirsi spazio su una promessa che potrebbe portare frutti in futuro. Il risultato riflette anche la crescente professionalizzazione e competitività nel mercato del calcio giovanile, in cui i marchi cercano di assicurarsi i talenti sempre più presto.”

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