È stato chiamato per educare il coraggio, dopo un triennio di fughe all’indietro. Invece toglie Vlahovic e mette Cambiaso, non può più sbagliare

La seconda finale di Supercoppa finisce nel peggiore dei modi per Thiago Motta e la sue Juve. Era in vantaggio 1-0 sul Milan, ha perso 2-1. Discutibili le sue scelte a partita in corso: in vantaggio, dopo aver rischiato il pareggio, toglie Vlahovic e mette Cambiaso, toglie Mbangula e manda dentro Nico Gonzalez. Adesso Motta non può più sbagliare.
Leggi anche: Giuntoli: «Tomori interessante ma dipende dal Milan. Mai parlato con lo United per Zirkzee»
La riserva di credito si sta esaurendo per Motta
Ecco cosa scrive la Gazzetta dello Sport:
L’ha vinta Sergio Conceiçao, l’ha persa Thiago Motta. Dopo un primo tempo in assoluto controllo, Thiago Motta, come contro la Fiorentina, non è riuscito a impedire che la Juve arretrasse per gestire il vantaggio, invece di cercare il ko. Anzi, ha mandato i messaggi sbagliati, togliendo Vlahovic già al 20’ della ripresa e istigando il sorpasso rossonero. Strano, perché è stato chiamato proprio per educare il coraggio, dopo un triennio di fughe all’indietro. La seconda sconfitta stagionale è il modo peggiore per avvicinarsi al Pordoi di gennaio: derby, Atalanta, Milan e Napoli. Thiago non può più sbagliare. I pareggi non bastano più.
La Juve si abbassa troppo e troppo specula invece di cercare il raddoppio. Theo, sugli sviluppi di un corner, sbaglia incredibilmente da un passo (10’). Invece di raccogliere i segnali di pericolo, Thiago opera due cambi che diventeranno la sua croce: fuori Vlahovic e Mbangula per Cambiaso e Gonzalez. Senza un centravanti capace di tenere palla e far salire la truppa, la Signora si schiaccia ancora di più dietro e viene punita di conseguenza. La riserva di credito per Thiago Motta si sta esaurendo. La vittoria non è la sua ossessione, dice, ma ora dovrà diventarlo.
Leggi anche: Motta: «Voglio vincere. Però per me oggi non è un’ossessione»