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La vittoriosa battaglia di Laporta e Florentino Perez contro gli ultras di Barcellona e Real Madrid – El Paìs

Laporta fu un pioniere, li privò di ogni privilegio, subì un’aggressione. Florentino cominciò molto dopo, vandalizzarono la tomba di sua moglie

La vittoriosa battaglia di Laporta e Florentino Perez contro gli ultras di Barcellona e Real Madrid – El Paìs
Real Madrid's ultras supporters called "Ultra Sur" during the semifinal match of King Cup between Real Madrid and Athletic Club de Bilbao in Madrid, 31 January 2002. Real Madrid won 3-0 and goes to the final. AFP PHOTO PIERRE-PHIKIPPE MARCOU (Photo by Pierre-Philippe MARCOU / AFP)

La lotta (vittoriosa) di Laporta e Florentino Perez agli ultras di Barcellona e Real Madrid – El Paìs

El Paìs racconta come Laporta e Florentino Perez hanno chiuso con gli ultras di Barcellona e Real Madrid. Una lotta non semplice, che è durata alcuni anni.

El Paìs racconta che Laporta vinse le sue prime elezioni, nel luglio 2003, con la promessa di rigenerare moralmente il Barcellona. Uno dei punti della piattaforma di governo era l’eliminazione dei Boixos Nois (gruppo ultras).

Indipendentemente dal giudizio che la sua gestione merita per altri comportamenti, in questo è stato esemplare. E un pioniere.

Ecco come fece:

Cominciò subito, nel Torneo Gamper (d’estate, ndr), chiudendo gli spazi dello stadio dove erano stati custoditi striscioni, bandiere, pugni di ferro, mazze da baseball e katane. Ovviamente chiuse la corsia preferenziale che avevano da anni per l’accesso ai biglietti per i viaggi. Gli è costato accuse di anti-Barcellona, che ha ignorato, e nel 2004 un tentativo di aggressione (guidato dal cognato) avvenuto con la complicità di persone all’interno del club.

Il suo impegno gli costò più di uno spavento e una vita circondato dalla sicurezza, ma la sua fermezza fu applaudita e invidiata da coloro che non avevano lo stesso coraggio.

Gli ultras del Real non volevano l’addio di Mourinho

El Paìs scrive che Madrid è arrivata molto più tardi.

Florentino è arrivato nel 2000 e non li ha molestati. Il confronto è arrivato nel 2013, alla sua seconda era, quando ha deciso di chiudere con Mourinho l’idolo degli Ultrasur (gli ultras del Madrid), come Simeone lo è ora del Frente Atletico. All’epoca erano in voga due cori contro la stampa: “Marca e As, camera a gas!”.

Scrive El Paìs che

gli ultras erano più sostenitori di Mourinho che madridisti, e la partenza del loro leader spirituale li irritò. Si rivoltarono contro il club, ne nacque anche una lotta interna e Florentino decise di porre fine a tutto ciò.

La prima cosa fu disperderli. Gli abbonamenti sono un servizio del club, non un diritto del socio, come è stato stabilito nelle sentenze successive. Quindi cambiò la loro zona, li mise in alto e sparpagliò i capibanda. (…) Poi ci furono espulsioni in caso di cattivo comportamento allo stadio. Fu bannato un piccolo gruppo che cantava un canto contro Messi in una partita con il Barça.

Gli ultras reagirono.

Un giorno riempirono i ponti di La Castellana con lunghi striscioni contro Florentino un altro giorno vandalizzarono la tomba della moglie.

Dopo aver ottenuto i risultati sperati, Florentino li riportò dietro la porta. Ma devono rispettare una serie di regole. Ad esempio i canti sono concordati o dettati dal club, vengono seguite le istruzioni della società per sostenere questo o quel giocatore quando il resto dello stadio lo fischia.

El Paìs conclude con l’Atletico Madrid del presidente Miguel Ángel Gil che invece – come è stato evidente nel derby – è ancora vittima del dominio ultras.

Conclude El Paìs:

La Spagna sta cambiando, e l’intera immagine della modernità del club è offuscata da quel gruppo a cui viene data una tale importanza al punto che recentemente, al ritorno a Madrid dopo un brutto risultato, la squadra è andata a offrire spiegazioni prima di tornare a casa dalle loro famiglie. Per il Cholo saranno buoni, si è già notato che li apprezza, ma per il club, no. Il resto dello stadio lo ha già mostrato fischiando i giocatori quando hanno commesso l’errore del rituale applauso ai barbari.

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