Il ct dell’Italia: «Non dobbiamo dare la sensazione di lavorare con bimbi viziati, ma con professionisti seri»

Il ct della Nazionale italiana Luciano Spalletti ha parlato alla presentazione a Roma di Vivo Azzurro Tv sui prossimi Europei di calcio, che si disputeranno in Germania dal 14 giugno al 14 luglio.
L’intervista a Spalletti
Sulle convocazioni ha dichiarato:
«La maglia azzurra non si veste solo nelle due ore dell’allenamento o di partita, ma la si indossa per 24 ore al giorno, anzi anche facendo degli straordinari un paio d’ore in più al giorno. Noi ancora non siamo stati bravi a creare uno stile nuovo, siamo rimasti a quella che è la nostra tradizione. Nel confronto europeo abbiamo ancora da fare dei passi importanti, nonostante i complimenti che vanno fatti alle nostre squadre che sono al massimo livello europeo anche giocando un calcio di un certo livello. Io mi chiudo a casa e provo a realizzare minuto dopo minuto quello che sarà il tempo che passeremo in Germania. Noi abbiamo questa finestra aperta sui nostri sportivi, non dobbiamo dare la sensazione di avere a che fare con dei bambini viziati, ma di avere a che fare con professionisti serissimi. Poi sono lì a perfezionare questa convocazione, per il 70/80% è già fatta, c’è però questo 20% aperto per abbracciare chi ci dimostra di volerne fare parte o per far uscire chi pensa che questa maglia sia un giochino».
Ha nominato anche alcuni calciatori del giro della Nazionale:
«Se Scamacca è quello visto con l’Atalanta le ultime settimane, per esempio, diventa difficile rinunciarci… Ricordiamoci che sono quello che lo ha fatto giocare nelle partite fondamentali, prima di qualificarci. Poi Retegui ha fatto vedere di essere un buon calciatore, Raspadori lo conosco benissimo, Lucca sta crescendo per le qualità che ha. Abbiamo ancora qualche potenzialità che ci può mettere a posto alcune cose e serve essere attenti».
I dubbi di convocazione:
«Bisogna avere dubbi fino in fondo, in alcuni casi ci sono messaggi chiari, puliti, per quello che certi ragazzi possono mettere a disposizione. Alcuni devono ancora mettere a posto la pressione che poi subiscono o alcune problematiche che ci possono essere singolarmente. Per dare il meglio di noi stessi si deve stare bene nell’ambiente interno e nell’ambiente esterno».
Infine, ha elogiato i club italiani arrivati alle finali europee:
«Le italiane nelle finali europee ci danno segnali importanti. Abbiamo seguito il campionato, siamo andati a vederli lavorare sul posto, io personalmente ho imparato tantissimo dai miei colleghi. Lo zoccolo duro c’è, quello del giocare in campo aperto sulle ripartenze, ma c’è anche qualcosa di diverso come hanno fatto vedere Atalanta e Fiorentina».