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Spalletti: «Se fossi un pittore, potrei disegnare i volti felici che ho incontrato il giorno dello scudetto»

Il ct dell’Italia: «La cosa che più di ogni altra ti ripaga non è il trofeo, ma la condivisione della gioia con tutte quelle persone che inseguivano il tuo stesso sogno».

Spalletti: «Se fossi un pittore, potrei disegnare i volti felici che ho incontrato il giorno dello scudetto»
Db Roma 17/11/2023 - qualificazione Euro 2024 / Italia-Macedonia del Nord / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti

Il ct della Nazionale italiana Luciano Spalletti alla presentazione di Vivo Azzurro Tv è tornato a parlare della vittoria dello scudetto col Napoli la scorsa stagione.

Spalletti: «Se fossi un pittore, potrei disegnare i volti felici che ho incontrato il giorno dello scudetto»

«Ho cercato tutta una carriera quella vittoria. Ho sempre pensato che raggiungere quel titolo mi avrebbe reso la persona più felice del mondo. Poi nel momento in cui l’ho conquistato, ho capito che la cosa che più di ogni altra ti ripaga non è il trofeo di per sé, ma la condivisione della gioia che genera. Sentirsi protagonisti della felicità di tutte quelle persone che inseguivano il tuo stesso sogno. Non chiedetemi come è fatta una coppa, non saprei rispondere, potrei sbagliare pur avendone maneggiate qualcuna. Ma se fossi un pittore, potrei disegnarvi tutti quei volti felici che ho incontrato il giorno dello scudetto, quelli non li dimenticherò mai».

Le dichiarazioni del ct sulle convocazioni

«Se Scamacca è quello visto con l’Atalanta le ultime settimane, per esempio, diventa difficile rinunciarci… Ricordiamoci che sono quello che lo ha fatto giocare nelle partite fondamentali, prima di qualificarci. Poi Retegui ha fatto vedere di essere un buon calciatore, Raspadori lo conosco benissimo, Lucca sta crescendo per le qualità che ha. Abbiamo ancora qualche potenzialità che ci può mettere a posto alcune cose e serve essere attenti».

I dubbi di convocazione:

«Bisogna avere dubbi fino in fondo, in alcuni casi ci sono messaggi chiari, puliti, per quello che certi ragazzi possono mettere a disposizione. Alcuni devono ancora mettere a posto la pressione che poi subiscono o alcune problematiche che ci possono essere singolarmente. Per dare il meglio di noi stessi si deve stare bene nell’ambiente interno e nell’ambiente esterno».

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