Milano terra di narcos, in 15 (due ultras Milan) denudano e picchiano in piazza l’amico della gang rivale
A Motta Visconti davanti a moglie e figli. Nessuno ha denunciato. Nel commando due di quelli che catechizzarono i milanisti a La Spezia
Mg Napoli 02/04/2023 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Matteo Gribaudi/Image Sport
nella foto: tifosi Milan
Repubblica riduzione Milano ha raccontato ieri di un vero e proprio agguato avvenuto venerdì sera a Motta Visconti, paese a sud di Milano, dove un giovane che era al bar è stato portato in piazza, spogliato e picchiato selvaggiamente da un commando.
“Il commando entra in scena alle 22.30 di un venerdì, quello appena trascorso, nel centro storico di Motta Visconti. Serata affollata e piuttosto tiepida, coppie e famiglie a passeggio, o sedute ai tavolini all’interno dei locali per un drink o uno dei primi gelati della stagione, come sta facendo il ragazzo che a momenti diventerà vittima della spedizione. Le auto che arrivano e parcheggiano con stridore di freni sono quattro, e dal loro interno scendono in non meno di quattordici, tutti fisicamente piazzati. Uno di loro ha un mephisto calato sul volto, un secondo lascia che i passanti — e sono decine — vedano distintamente la pistola che tiene abbassata, aderente ad un fianco. Non scherzano, non vogliono passare inosservati.
Nel bar entrano in cinque, con i complici a far da vedetta sul marciapiede. Il ragazzo che morde il suo cono è a fianco di moglie e figlia, ma gli incursori non sono per nulla impietositi dalla circostanza. Anzi. Fanno un nome preciso, lo urlano, gli chiedono dov’è. Ed esigono i soldi di un presunto credito, intimano di tirarli fuori subito. È una cifra a quattro zeri, una mazzetta di banconote che il ragazzo non ha, e dove sia l’amico ( F. T. sono le iniziali del motivo di quell’alterco) non lo sa. Ma è cosciente, come lo sono i suoi interlocutori, che il locale di fianco al bar risulta intestato proprio a F.T., che il 27enne amico ha un passato criminale fatto di spaccio ed estorsioni, che la sua specialità è quella di far spogliare le sue vittime e poi pestarle. Ed è quello che tocca in sorte al malcapitato G.L..
Il ragazzo viene trascinato fuori, costretto a togliersi gli indumenti, picchiato davanti ai familiari e a decine di sguardi. « Il primo che chiama i carabinieri, torniamo e gli spariamo in faccia, chiaro? » . La minaccia rimbomba in piazza San Rocco. Prima che il commando sparisca, così com’era arrivato, i numerosi testimoni fanno in tempo a vedere che l’agguato è stato filmato dal cellulare di uno dei partecipanti, e chissà per farne quale uso”.
Il commando ultras
Almeno due dei quattordici ( o quindici) picchiatori e guardiaspalle sarebbero due notissimi capi ultrà del Milan, di quelli visti l’ultima volta in minacciosa azione un anno fa allo stadio Picco di La Spezia, mentre convocavano la squadra sotto la curva dopo unabrutta sconfitta e arringavano i giocatori e l’allenatore Stefano Pioli. E che quella spedizione avrebbe un duplice obiettivo: recuperare il credito, molto probabilmente per droga consegnata ma non pagata, e ristabilire le gerarchie. Ora i carabinieri sono al lavoro per recuperare le immagini delle telecamere ed elaborare una prima informativa per la procura di Pavia”.
Questi i fatti. Ma il Fatto Quotidiano oggi spiega che quelle che ieri erano dei sospetti ora sono certezza, gli uomini che facevano parte del commando erano tutti della curva sud del Milan diretta da Lucca Lucci, ultras.
“Chi deve pagare è parente di uno dei capi della curva Sud che giorni prima sarà minacciato proprio perché non paga. Da qui la richiesta d’aiuto al parente. Che non si fa attendere”. Era un piano organizzato da giorni. “Il motivo dell’agguato sta, secondo i primi accertamenti, in quella partita di droga che il parente di uno dei capi della Sud non paga a F.T. Il quale a sua volta ha già saldato l’acquisto all’ingrosso ai calabresi di Casorate Primo”.
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